Sesso in cambio di soldi e droga: ai domiciliari imprenditore di Meta di Sorrento

Ad essere decisive le testimonianze di alcune persone e i diversi riscontri delle forze dell’ordine. L’arresto si è reso necessario per il pericolo di reiterazione del reato

Gli abusi avvenivano nel ristorante di proprietà dell’imputato, un imprenditore di 57 anni di Meta di Sorrento, nel Napoletano, il quale approfittando dei problemi economici di alcune donne del luogo, in cambio di soldi e droga, le costringeva ad avere rapporti sessuali con lui. L’uomo, che è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Sorrento, dovrà rispondere davanti ai giudici di violenza sessuale e di cessione di sostanze stupefacenti nei confronti di almeno due donne della penisola sorrentina.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata avrebbero riscontrato diversi indizi di colpevolezza nei confronti del 57enne, che hanno portato alla richiesta di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei suoi confronti. Ad essere decisive le testimonianze di alcune persone e i diversi riscontri delle forze dell’ordine. L’arresto si è reso necessario per il pericolo di reiterazione del reato.

Un’altra storia di violenza nei confronti di una donna, sempre a Sorrento, la splendida costiera della provincia napoletana, meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo, si è verificata lo scorso anno. Allora furono arrestate dalle forze dell’ordine due persone, un uomo e una donna, con le accuse di violenza sessuale di gruppo e somministrazione di sostanze stupefacenti ai danni di una ragazza del luogo.

L’uomo, 56 anni, anche in quel caso titolare di un noto ristorante al centro di Sorrento, fu tratto in arresto insieme ad una ragazza di 23 anni, sua complice. Secondo la ricostruzione della polizia giudiziaria di Torre Annunziata e della polizia del commissariato cittadino, la vittima sarebbe stata drogata con cocaina e con Ghb, mix conosciuto anche come “droga dello stupro”, e costretta ad avere rapporti sessuali non consenzienti con lo stesso ristoratore, aiutato dalla ventitreenne, amica dell’uomo.

Gli abusi sarebbero avvenuti proprio nel ristorante, in pieno centro, luogo, a detta degli inquirenti, oggetti di spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno permesso di scoprire, analizzando i capelli della vittima, come alla ragazza, prima dello stupro, fosse somministrato il cocktail di droghe e di accertare come il titolare della trattoria spacciasse abitualmente la cocaina e altre droghe agli avventori del suo locale. L’episodio di abuso sessuale nei confronti della ragazza di Sorrento avvenne proprio a pochi giorni dalla celebrazione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999

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Commenti
Ritratto di franco_G.

franco_G.

Ven, 15/11/2019 - 11:16

E che c'è di così eclatante da giustificare un intero articolo dedicato ? E' inutile che facciate la solita infioritura della "violenza sulla donna" et similia: si è trattato di un puro e semplice caso di SPACCIO. Pagato in natura invece che in soldi. Come ne avvengono a MILIONI ogni giorno. Perché non ci credo che almeno un italiano ogni 60 non compri della droga. VE LO DICO IO cosa c'è di straordinario: invece di essere uno spacciatore straniero è uno spacciatore italiano. Tutto qui. E siccome la gentaglia proveniente da ogni dove che avvelena i nostri figli e tutti noi l'abbiamo lasciata entrare noi, dovremmo sbatterci la testa contro il muro. Ma figurati se sarà mai così... continuiamo a importarne, mi raccomando...