Sgomberato un edificio del centro storico occupato abusivamente da famiglie dei clan

La tensione è salita alle stelle quando uno forte dispiegamento delle forze dell’ordine si è presentato all’alba sotto il palazzo occupato abusivamente da sedici nuclei familiari

Avevano programmato da tempo lo sgombero degli abusivi da uno dei palazzi antichi di vico San Nicola a Nilo a Napoli, in pieno centro storico, regno incontrastato delle famiglie della camorra Contini e Sibillo. I dirigenti del Comune e gli agenti della polizia municipale attendevano il momento giusto per effettuare il blitz. L’operazione doveva essere studiata a tavolino e nessun errore doveva essere commesso, dato che la situazione in quella zona della città è molto delicata.

La tensione è salita alle stelle, infatti, quando uno forte dispiegamento delle forze dell’ordine si è presentato all’alba sotto l’edificio occupato abusivamente da sedici famiglie. Alcuni dei nuclei familiari, almeno quattro secondo fonti investigative, risulterebbero imparentati con i componenti dei clan camorristici del luogo. Sul posto sono intervenuti, oltre ai vigili urbani, carabinieri e Guardia di finanza.

Le forze dell’ordine hanno bloccato l’ingresso di vico San Nicola a Nilo, a pochi passi da San Gregorio Armeno, la strada dei presepi famosa in tutto il mondo, e delle storiche pizzerie napoletane di via dei Tribunali. Nell’edificio sgomberato, in passato, erano state già state trovate armi e droga. Per il momento le famiglie sfrattate sarebbero solo indiziate di occupazione abusiva. Non è ancora chiaro dove andranno le persone cacciate, poiché le operazioni sono ancora in corso e continueranno anche nei prossimi giorni.

Storicamente il clan Contini è un sodalizio camorristico operante, in particolare, nel quartiere San Carlo all'Arena del centro storico. L'organizzazione è basata sulla una grande abilità imprenditoriale, oltre che alla scelta dell'uso delle armi solo in casi estremi. La caratteristica che ha reso il sodalizio quasi invulnerabile rispetto agli altri clan partenopei è stata l'assenza di scissioni interne e di collaboratori di giustizia. I Contini hanno intrapreso la carriera criminale agli inizi degli anni '80, abbandonando la vita imprenditoriale.

È la zona dell'Arenaccia, nel centro storico, quella in cui operano, una delle più calde per la densità abitativa e per la vicinanza con le aree su cui insistono gli altri clan. A metà degli anni '80 i Contini vengono considerati già tra i criminali più influenti di Napoli: dopo un incontro con i narcos colombiani, a cui prendono parte anche i mafiosi siciliani, si sono aggiudicati il mercato dell'Europa dell'Est per la cocaina sudamericana. In quel periodo i Contini sono tra i fondatori dell'Alleanza di Secondigliano (insieme a Francesco Mallardo e a Gennaro Licciardi). Il clan ha messo le mani su usura ed estorsioni, traffico di droga, gioco d'azzardo e contraffazione, e ha investito in case, società, attività imprenditoriali. Oggi, a detta dei pentiti, sarebbe alleato all’altra famiglia del luogo, quella dei Sibillo.

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