Sgominata banda dei Casalesi: il business era sui cartelli pubblicitari

Undici gli arresti nei confronti di persone accusate di concorrenza illecita, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale, tutti fatti aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso

Attraverso un blitz delle forze dell’ordine, la Dia di Napoli ha sgominato una banda criminale legata alla fazione del clan dei Casalesi appartenenti al gruppo Russo-Schiavone. Undici gli arresti nei confronti di persone accusate di concorrenza illecita, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale, tutti fatti aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso e per aver favorito il noto clan di Casal di Principe.

Al centro della vicenda c’è Mario Iavarazzo, storico cassiere dei Casalesi, che aveva il compito di distribuire gli stipendi agli associati e di controllare le estorsioni e le attività economiche svolte dal sodalizio. Le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno confermato che Iavarazzo, dopo l’ultima scarcerazione, aveva ripreso ad operare nel settore pubblicitario, facendo ricorso anche alla forza di intimidazione del clan nei confronti dei concorrenti.

L’attività illecita veniva svolta attraverso le società di pubblicità cartellonistica “Publione” e “Adv Comunication”. Le indagini, inoltre, facevano emergere il ruolo dell’imprenditore Armando Aprile, attivo nel medesimo settore della cartellonistica pubblicitaria, che intratteneva con gli Iavarazzo un rapporto societario di fatto, mettendo a disposizione una delle sue società, la Spm con sede nella zona Asi di Carinaro, nel Casertano.