Sgominato nuovo clan della camorra: 11 arresti nel Napoletano

I carabinieri hanno fermato i componenti di uno dei gruppi criminali più feroci del territorio vesuviano, quello della famiglia Batti, che risultano indagati per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti

Arrestate undici persone dopo un blitz effettuato dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, nel Napoletano. I militari hanno fermato i componenti di uno dei clan camorristici più feroci del territorio vesuviano, quello della famiglia Batti, che risultano indagati per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di arma da fuoco, estorsione e violenza privata, aggravate dal metodo mafioso e dallo scopo di favorire un’organizzazione criminale.

L’attività d’indagine delle forze dell’ordine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è cominciata nel 2013 e si è concentrata sull’attività del nuovo clan della camorra, impegnato prevalentemente nel commercio di sostanze stupefacenti. Nel corso delle verifiche dei carabinieri è emerso che la famiglia Batti si imponeva sul territorio con azioni punitive e ritorsive nei confronti di terzi entrati in contrasto con loro, per il mancato pagamento delle forniture o per gli sconfinamenti territoriali.

Contemporaneamente all’arresto delle undici persone coinvolte nel clan Batti, i militari hanno sequestrato, tra Napoli, Roma e Benevento, beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari per un valore complessivo pari a 7,5 milioni di euro. Nell’approvvigionamento di ingenti quantità di droga, inoltre, è stato scoperto che questo avveniva, in particolare, nel porto di Salerno, che accoglieva i carichi provenienti dall’Ecuador. Oltre al traffico di stupefacenti, il clan Batti era dedito anche allo sviluppo del contrabbando di sigarette provenienti dal Nord Africa.

Pochi mesi fa, le forze dell’ordine misero a segno un altro colpo: furono arrestate trenta persone del clan Sequino della Sanità di Napoli. Gli indagati vennero accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto abusivo di armi e spaccio di stupefacenti. Tutti reati aggravati da finalità e metodo mafiosi.