Napolitano a piazza Fontana: "Non tutto chiaro"

Il presidente della Repubblica a Milano ricorda la strage alla Banca dell'Agricoltura di 40 anni fa: "E' una lezione che non dobbiamo mai dimenticare, ci
insegna
che dobbiamo evitare che in Italia i contrasti e le legittime
divergenze possano sfociare in tensioni tali da minacciare la vita
civile"

Milano - La strage di Piazza Fontana ci ha consegnato "una lezione che non dobbiamo mai dimenticare, ci insegna che dobbiamo evitare che in Italia i contrasti e le legittime divergenze possano sfociare in tensioni tali da minacciare la vita civile". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando, alla prefettura di Milano, i familiari delle vittime delle stragi terroristiche.

Cercare la verità "Continuate a operare per recuperare ogni elemento di verità" ha detto Napolitano ai familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, incontrandole in prefettura. "Ammiro il vostro impegno, la vostra tenacia in questi 40 anni, la passione civile, l’impegno che mostrate per alimentare la memoria collettiva e la riflessione, due cose alle quali l’Italia e la coscienza nazionale non possono abdicare. Quello che avete vissuto voi - ha osservato - mi auguro diventi parte della coscienza nazionale. Ho già detto il 9 maggio scorso che comprendo il peso che la verità negata rappresenta per ciascuno di voi, un peso che lo Stato italiano porta su di sé. La riflessione - ha aggiunto il capo dello Stato - è necessaria perché ciò che è avvenuto nella nostra società non è del tutto chiaro e limpido e non è del tutto stato maturato. Il vi sarò sempre vicino. Vi rinnovo solidarietà e ammirazione".