Napolitano: "Il sistema Paese ha problemi seri"

Incontrando gli industriali della provincia
di Modena, il capo dello Stato invita parlare &quot;il linguaggio della verità&quot;: &quot;Evitare i contrasti fra opposti schieramenti ed eliminare le zavorre che da decenni frenano lo sviluppo&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=337241">Fmi: &quot;Contrazione più forte dal dopoguerra&quot;</a></strong>

Modena - Di fronte alla crisi bisogna parlare "il linguaggio della verità", mostrare assoluta compattezza, evitare gli inutili contrasti fra opposti schieramenti e affrontare "i seri problemi del sistema paese". Incontrando gli industriali della provincia di Modena, il capo dello Stato ha rabadito più volte l'importanza di superare "le contrapposizioni pregiudiziali e gli scontri ciechi fra opposti schieramenti" e di eliminare le "zavorre" che da decenni frenano lo sviluppo.

L'appello di Napolitano "E' importante che ci sia un clima di impegno e di fiducia attorno alle istituzioni", ha spiegato il capo dello Stato dopo aver ascoltato una serie di ponderose relazioni sullo Stato dell’economia dell’Emilia, una delle zone più ricche di Italia ma anch’essa colpita dalla crisi, "anche per mio operare in questi momenti difficili". Momenti che richiedono prudenza ma anche "coraggio" perché "non ci si può solo fermare ad un’analisi complessiva nella situazione nazionale, bisogna scendere più in profondità nella realtà sfaccettata del paese". E' qui, in questa realtà, che "si comprende come meglio ci si deve aprire a nuove prospettive di sviluppo". Certo, "sarebbe un errore, anzi irresponsabilità da parte mia fare professione di pessimismo", ha proseguito, ma "bisogna guardare in faccia le cose, senza sottovalutare la gravità della situazione e senza farsene impaurire".

Uno sguardo al futuro Quanto sta accadendo "ci sollecita a reagire con coraggio in lungimiranza", ha continuato Napolitano parlando a braccio. E questo deve farci evitare "scontri cechi fra opposti schieramenti". Al contrario: occorre "capacità di unire le forze", perchè, se d’esempio si pensa all’occupazione, "c’è ragione di essere preoccupati ma anche molte ragioni per avere fiducia". Insomma, "il pessimismo è fuori posto". Tutto sta nel "calibrare bene le politiche da portare avanti" e da questo punto di vista "sono impegnate tutte le istituzioni: governo e parlamento". È qui che "spero si dimostri una maggiore unità di forze e di accenti". Sia chiaro, comunque: "esistono problemi seri per quel che riguarda il sistema paese". Un paese in cui la crescita è stata troppo lenta anche negli anni delle vacche grasse, e che adesso deve combattere con vecchie incrostazioni e atrofizzazioni. "Questo è il dato su cui riflettere".

Un'opportunità per il Paese Non avere paura del futuro non deve portare, ad ogni modo, a ripetere gli errori del passato. Al contrario, la crisi può e deve essere vissuta come un’opportunità per svecchiare il sistema Italia. Bisogna, in altre parole, "liberarci da inefficienze e da zavorre". Napolitano a questo punto prima cita se stesso e il suo ultimo discorso di fine anno, in cui a sua volta citava il presidente americano Roosvelt: l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa. Ma poi avverte che "non è possibile che l’Italia continua a trascinarsi dietro" vecchie storture mentali e non solo che impediscono al paese di correre "da anni, se non addirittura da decenni". Al contrario: "Se invece ci impegniamo il paese uscirà dalla crisi più forte ed avremo un Italia più giusta". Ma per questo sono "necessarie politiche di rinnovamento del sistema". Parole che predicava, alcuni anni fa, un giustlavorista ucciso dalle Brigate Rosse. Si chiamava Marco Biagi, ed era di Modena. Domani Napolitano ne ricorderà ufficialmente la figura.