Napolitano: sulle coppie di fatto ascoltare anche la Chiesa. Il Papa: sintonia con la Cei

All'apertura della conferenza nazionale sulla famiglia il Capo dello Stato ribadisce l'importanza di dare ascolto alle preoccupazioni della Chiesa. Il monito al parlamento: &quot;Incentivare le nuove famiglie&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=180320">Matrimoni in calo e più instabili</a></strong>. <a href="/a.pic1?ID=180316"><strong><font color="#ff6600">Il Papa: sostegno ai vescovi sui Dico</font></strong></a><br />

Firenze - Le coppie di fatto non sono equiparabili alla famiglia, ma è giusto che vengano riconosciuti loro diritti e doveri. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affronta il delicatissimo tema della famiglia, esortando la politica ad occuparsi di essa con più determinazione. «Partendo dai principi e valori della Costituzione», chiarisce il presidente della Repubblica, «è possibile giungere oggi a soluzioni condivise per i problemi attuali della famiglia, a soluzioni non rese più difficili da impropri spartiacque ideologici e politici, di fede o di opposta condizione».

Il tema della famiglia «deve vedere impegnati il Parlamento, le istituzioni rappresentative dello stato democratico nel pieno e sereno esercizio dell’autonomia sancita dalla Costituzione e nell’attento e serio ascolto delle preoccupazioni e dei contributi di pensiero che possono venire dalla Chiesa e dalle organizzazioni cattoliche, come da ogni altra componente della società civile».

"Adottare politiche d'incentivazione" Secondo il presidente si avverte oggi un assoluto bisogno della famiglia come centro di educazione civile. Ma - avverte il Capo dello Stato - occorre a tal fine che elevi la condizione materiale e morale della famiglia italiana, e che, naturalmente, si favorisca la creazione di sempre nuove famiglie. Per questo, ha ammonito Napolitano, servono politiche di incentivazione «come già disse la Costituzione, per sostenere il desiderio di paternità e di maternità, per elevare il tasso di occupazione femminile e rendere possibile la combinazione tra vita lavorativa e vita familiare in una parità ed eguaglianza di doveri e di impegni tra i coniugi; c’è da sostenere i genitori nella crescita, nella cura e nell’educazione dei figli, c’è da assistere in special modo le famiglie che vivono conflitti e gravi disagi». Secondo Napolitano l’impegno per uno sviluppo delle politiche pubbliche rivolte alla famiglia «non nasce con questa conferenza».

"Mio dovere è unire il Paese" «Sin dall’inizio del mio mandato ho ritenuto che fosse mio preciso compito e dovere istituzionale, mettere l’accento su quel che dovrebbe e che può unire il Paese». Con queste parole Napolitano, ha concluso il suo discorso che ha dato il via ufficiale all’apertura dei lavori della conferenza nazionale per la famiglia. «Non dubito - ha detto il Capo dello Stato - che tale sia la prospettiva dell’impegno pubblico per la famiglia, nella realtà del nostro Paese e nell’evoluzione del processo di costruzione dell’Europa unita».