Narcos scatenati, 16 chili di cocaina alle Nazioni Unite

Il logo taroccato dell'Onu, 14 libri usati come nascondiglio per la cocaina, un corriere internazionale ed il gioco è fatto. Grazie a questo sistema un carico di droga da 2 milioni di dollari arriva dal Messico al quartier generale delle Nazioni Unite a New York, dove viene scoperto. La cocaina è stata recapitata al Palazzo di Vetro per errore o forse no. In ogni caso si tratta di uno dei più bizzarri tentativi di contrabbandare la polverina bianca negli Stati Uniti. Niente a che vedere con i narcosottomarini, le statuette di Gesù fatte con la cocaina, i calamari surgelati pieni di droga o il sistema classico degli ovuli ingeriti per passare la dogana. Questa volta i contrabbandieri hanno usato l'Onu e il carico è arrivato addirittura al Palazzo di Vetro, che ha una propria agenzia anti droga.
La cocaina è stata scoperta il 16 gennaio all'ufficio posta delle Nazioni Unite. Un sacco con un emblema dell'Onu taroccato ha attirato l'attenzione degli addetti ai controlli. Dentro c'erano due pacchi con 14 libri. L'intenzione era farli sembrare dei plichi diplomatici delle Nazioni Unite, che per legge internazionale non vengono aperti. La contraffazione, però, è grossolana. Per i libri a copertina rigida era stato utilizzato il vecchio sistema di «scavare» nelle pagine creando uno spazio dove nascondere la cocaina. Non pochi grammi, ma ben 16 chilogrammi che valgono 2 milioni di dollari. L'aspetto più incredibile è che il pacco dell'Onu era arrivato via corriere internazionale, la Dhl, dal Messico a Cincinnati. Non c'erano indirizzi specifici, ma solo lo stemma blu e taroccato dell'Onu. «Il corriere deve aver visto il simbolo e l'ha recapitato al quartier generale delle Nazioni Unite» spiega Paul Browne, il vicecapo della polizia di New York. I narcotrafficanti speravano di spacciarlo per un plico dell'Onu che solitamente è contenuto in una busta blu, oltre ad essere sigillato e ad avere una scritta «posta diplomatica». Quella della cocaina invece era bianca e non sigillata.
Il sospetto è che sia stato un madornale errore del contrabbandiere . La droga è riuscita ad arrivare dal Messico agli Stati Uniti, ma poi non ha superato i controlli del Palazzo di Vetro. Gli addetti alla sicurezza hanno passato il pacco sotto la scanner temendo che contenesse una bomba. Una volta aperto è stata scoperta la droga. Un'altra pista punta sull'errore del complice, che doveva recuperare la cocaina negli Usa presso il corriere oppure all'Onu. Le Nazioni Unite smentiscono seccamente qualsiasi coinvolgimento del proprio personale, ma la bizzarra storia è ancora tutta da chiarire.
I contrabbandieri di droga usano i metodi più fantasiosi per fare arrivare gli stupefacenti negli Usa o in Europa. La polizia del Texas ha scoperto «patatine» Pringles alla cocaina uguali a quelle vere. I trafficanti sono riusciti a modellare una statuetta di Gesù Cristo con la polvere bianca, oppure la droga è stata sciolta in boccette dell'acqua santa. Un pensionato cileno che aveva veramente la gamba rotta si è fatto un gesso in droga, ma l'hanno scoperto all'aeroporto di Barcellona. Pure gli animali sono stati utilizzati come corrieri dai calamari congelati, ai coleotteri da collezione, fino ai serpenti che avevano ingoiato gli ovuli con la cocaina.
Una madre snaturata, nel tentativo di passare la droga al marito dietro le sbarre, l'aveva nascosta nel pannolino del figlio neonato. Una signora di mezza età è tornata in Nuova Zelanda con cinque gnomi da giardino in valigia pieni di droga. Una nigeriana ha spruzzato la droga su ciocche di capelli che voleva vendere in Europa.
I principali cartelli dei narcos utilizzano veri sottomarini. Uno dei più grandi, scoperto in Ecuador, era lungo 31 metri e dotato di periscopio e aria condizionata per un equipaggio di sei persone. Immergendosi a 30 metri sott'acqua poteva trasportare 10 tonnellate di droga.
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