Nasce il gelato al gamberetto per gustarsi meglio Slow Fish

Apre con il gelato al gamberetto, Slow Fish, il salone dedicato al mondo ittico, in programma alla Fiera di Genova dal 17 al 20 aprile. L’idea è di un gelatiere genovese che ha inventato il gelato al gamberetto di Santa Margherita. La prelibatezza, ideata da Mario Rivaro, sarà presentata in anteprima oggi su Primocanale, nel corso della trasmissione televisiva «Viaggio in Liguria». Il gelato al gamberetto viene prodotto utilizzando solo crostacei di Santa Margherita Ligure, lavorati al fine di ottenere un gelato salato su base di latte, e viene profumato con vino Pigato di Albenga.
Da tempo Mario Rivaro sperimenta mousse-gelato salate, finalizzate ad essere abbinate ai primi e ai secondi piatti, come ad esempio il gelato al fungo porcino o quello al parmigiano reggiano. L’ultima creazione di Mario è il «tuttoPasto», un gelato che può sostituire la pausa pasto. Si tratta di una speciale portata a base di gelato al melone con spiedini di prosciutto crudo di Parma, oppure gelato alle pere o ai frutti di bosco con fantasia di formaggi, o ancora gelato ai fichi con salame di felino.
A Slow Fish saranno presenti 23 presidi del mare (15 italiani e 8 internazionali). Si tratta di progetti della Fondazione Slow Food per la biodiversità-Onlus, esempi concreti di salvaguardia, organizzazione e promozione. Dimostrano che le piccole comunità di pescatori possono vivere in sintonia con il territorio e il mare, preservare la fauna ittica, valorizzando il lavoro tramite l’offerta di un pescato buono, sano, fresco, assieme a trasformati di alta qualità. Tra i Presidi presenti a Slow Fish non ci sono solo pescatori, ma anche produttori legati alla cucina di pesce, come olio extravergine d’oliva, sale, aglio, erbe aromatiche. L’Italia sarà rappresentata a Genova da vari Presidi regionali: la Campania, con le alici di menaica e la colatura tradizionale di alici di Cetara; la Sicilia, con l’aglio rosso di Nubia, i capperi di Salina, la masculina da magghia ed il sale marino artigianale di Trapani; l’Emilia Romagna con l’anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio, il sale marino artigianale di Cervia e il salmerino del Corno alle Scale; la Toscana con la bottarga di Orbetello e la palamita del mare di Toscana; la Liguria con i cicciarelli di Noli; il Veneto con le moleche; le Marche con il mosciolo selvatico di Portonovo; il Piemonte con la tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino. Le produzioni internazionali saranno l’aglio sarak di Ljubitovica (Croazia), l’ostrica del fiume Fal (Gran Bretagna), lo zafferano di Taliouine (Marocco), la bottarga di muggine delle donne Imraguen (Mauritania), le aringhe salate e affumicate di Sunnmore ed il baccalà di More og Romsdal (Norvegia), l’astice di Oosterschelde (Olanda), il pesce secco di Formentera e lo zafferano di Jiloca (Spagna). Parteciperanno a Slow Fish, infine, anche quattro Comunità del cibo: i produttori di cumino di Alnif, le produttrici di couscous della regione di Ouezzane e le produttrici di sale della regione di Chefchaouen (Marocco) ed i pescatori del Mar de Lira (Spagna).
Al centro del salone ci sarà l’educazione al gusto, vero leit motiv di Slow Fish: Novità assoluta è il personal shopper, un esperto che accompagna tra i banchi del mercato i visitatori durante l’acquisto del pesce per scoprire l’immensa varietà dell’universo ittico e per dare rilievo a quelle specie che, magari poco conosciute, sono buonissime in cucina. La didattica della manifestazione continua con «L’alice nel paese delle meraviglie», uno spazio dove si impara a riconoscere e scegliere il pesce attraverso un programma creato ad hoc per le scolaresche, e «Gusto o sbagliato», un percorso alla scoperta dei cinque sensi dedicato ai più piccoli.
Spazio anche all’accompagnamento del pesce a tavola con l’enoteca dove poter assaggiare i vini che si sposano al meglio con i piatti di pesce.