Nasce il «Magazine» che insegna a mangiare

«Recco, primi anni del Novecento. La gente si ritrova dal “Vittorio”, osteria di campagna ad un passo dal mare. Marinin è la regina del fornelli, U baccan Vittorio Risso, l’estroso padrone, intrattiene gli ospiti. Il locale ha fortuna, cresce con la voglia di vacanza del nascente turismo. Naviga a gonfie vele con il figlio Luigi che consolida saldamente la fama del locale».
Queste sono le prime righe di un «fondo» (per dirla in gergo giornalistico) di un nuovo, curioso e unico «Magazine» uscito nei giorni scorsi. Editori (e qui sta la curiosità) due fratelli gemelli ristoratori, Gianni e Vittorio Bisso, figli di quel Luigi e nipoti di Marinin e Vittorio dei primi del Novecento.
«Siamo la terza generazione - dicono - ma la quarta è già servita», facendo riferimento ai loro rispettivi figli Matteo, Federico, Paola e Chiara. Questa bella storia continua anche nel mondo della comunicazione, perché i due gemelli hanno deciso di creare un «Magazine» che racconti la splendida terra del Golfo Paradiso che si apre oltre le porte del loro storico «Ristorante con alloggio».
«Il nostro - dicono - è un viaggio che proponiamo sottobraccio a coloro che vogliono godere delle belle cose che abbiamo noi nel golfo. Un segno d’amore». Da ristoratori, dunque, ad editori. Da «Ö Vittorio-Magazine» si intitola rivista: sarà periodica ed accompagnerà appassionati e clienti verso itinerari pieni di curiosità e di informazioni. Altro che guide gastronomiche. Questa è una intelligente avventura fra terra, mare, sorrisi e sapori. Intanto un primo consiglio: «Girate il Golfo Paradiso in Vespa come facciamo noi, potrete vedere scorci inaspettati e fermarvi dove vorrete, magari a San Rocco di Camogli. Se si vuol sentire il profumo di basilico fermarsi a Sori, da Punta Chiappa arriva il pesce fresco sui banchi delle pescherie del borgo dei velieri. E ancora: la focaccia col formaggio. Ricordano i gemelli: «Nino Manfredi ne andava pazzo. E chiedeva sempre come era nata». Come? «Non lo sappiamo, forse collegata all’invasione dei Saraceni, la gente scappava, portava con sé l’indispensabile per mangiare: un sacchetto di farina, sale, olio. Qualcuno procurava latticino fresco dei pastori. Tiravano la sfoglia, qualcuno aveva anche aggiunto il formaggio. Messa sull’ardesia rovente con fuoco di ramaglie, ecco l’appetitosa antesignana focaccia al formaggio di Recco».
Nel «Magazine» non mancano ricette (le troffie, il pesto, i corzetti, il cappon magro), ricordi, annotazioni letterarie, tanta nostalgia per quello che è stato. E la storia vera di certi piatti. Come i «corzetti». Sapete come nascono? È un tipo di pasta che deriva dalle famiglie nobili: quando nasceva un figlio - dicono i gemelli - gli si dedicava il corzetto, un medaglione inciso con il simbolo di famiglia da una parte e le iniziali del nascituro dall’altra. Il doppio «timbro» serve a marchiare e tagliare la pasta fregiandola dei motivi incisi.
I corzetti dei Bisso li fa un cesellatore di Chiavari, Franco Casoni un maestro dell’intaglio nella sua antica bottega. Insomma un «Magazine» che nasce a tavola, dalla estrosità e dalla creatività di due gemelli straordinari. Con la crisi dei giornali, davvero, oggi sono da ammirare....