La nascita del calcio, tra date e curiosità

Raccolgo il suo invito a scrivere sull'argomento essendo un appassionato di storia in generale ed in particolare della storia del Genoa, tuttavia vorrei sottolineare che le mie non sono «opinioni», ma bensì «soltanto» esposizioni dei fatti, o meglio, di quelli che gli storici del calcio e non ritengono, in modo unanime, siano i fatti. È indubbio che in Italia si giochi al calcio, o meglio al football, già dai primissimi anni 80 del XIX secolo. Le testimonianze sono molteplici e basta andare negli archivi, con pazienza, a consultare i giornali dell'epoca. Qua e là spuntano riferimenti a partite giocate tra «gentleman» della borghesia o della nobiltà (allora lo sport era una faccenda di elite, anche e soprattutto per motivi strettamente economici) o, molto più spesso, da cittadini inglesi e non (molti svizzeri). Si tratta per riprendere le parole di Davide Rota (attualmente uno dei più autorevoli ricercatori in materia storico-calcistica) di «...dimostrazioni di calcio in Italia. Pochissime attrezzature, linee tracciate a mano, una corda bianca per la traversa». L'argomento è ripreso anche dal libro sulla Storia del Calcio del compianto Gianni Brera e tutti gli storici concordano su una cosa: la prima società di calcio in Italia fu il Genoa. Il che è cosa ben diversa dal dire che la prima partita di calcio si giocò a Genova e la giocò il Genoa. Dal 1880 in poi in varie parti di Italia ed in special modo nelle città di Genova, Cuneo, Alessandria, Pavia, Treviso, Ferrara, Torino ed Udine sono documentati degli incontri tra «sportmen», i più provenienti dalle varie società di ginnastica. Non è un caso che nelle città citate ci fosse una folta presenza di cittadini stranieri, inglesi in particolare. Sempre attingendo a documenti storici, si scopre che i «primi calci» di cui si ha notizia sono quelli tirati al Parco Valentino di Torino nel marzo del 1887, che vedono tra i principali promotori lo svizzero Eduard Johann Bosio, un commerciante tessile che aveva da poco portato dall'Inghilterra una manifattura di merletti ed il principe Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi che, sembra, avesse «scoperto» il gioco in uno scalo a Liverpool durante una sua spedizione in Alaska. Ma si tratta, lo ripeto, di partite «occasionali». Diverso il discorso quando parliamo di «attività sportiva organizzata», qui la primogenitura è senza ombra di dubbio quella del Genoa Cricket and Athletic Club (il termine «Athletic» sarà sostituito già prima del 1895 dalla parola «Football») fondato il 7 settembre 1893 dai soci promotori: Mr. C. De Grave Sells, Mr. Summerhill Sr and Jr, Mr. Sandus, Mr. Riley, Mr. De Thierry, Mr. Fawcus, Mr. Green e Mr. Blake presso il consolato di Gran Bretagna (in uno stabile della centralissima ed, allora nuovissima, Via Palestro) alla presenza del console inglese Sir Alfred Payton.
A conferma di questo esiste l'atto di fondazione che non può lasciare adito a dubbi di sorta e che, tutt'ora rimane l'unico nel suo genere. Per quanto riguarda la Pro Vercelli, il cui anno di fondazione è il 1892 e che alcuni ritengono erroneamente la «prima società di calcio italiana» possiamo leggere, direttamente dal sito della società (testo a cura di Alex Tacchini): «Come Società sportiva, la Sezione Giochi della Pro Vercelli è una delle più antiche d'Italia, poichè nacque nel 1892... È invece ai primi del '900 che Marcello Bertinetti fondò la Sezione Football della Pro Vercelli. Nel 1903, l'affiliazione alla Società Ginnastica Pro Vercelli 1892». Detto questo mi pare davvero «curioso» il desiderio suo e del suo quotidiano di volere dar spazio ad una polemica basata sul nulla.