Natale e Capodanno a tutta vacanza: +20% Ma aumentano quelli che restano a casa

Federalberghi-Confturismo: quasi 10 milioni gli italiani
che si recheranno in vacanza per Natale e Capodanno, con un incremento del 20%
rispetto al 2008. Bene anche il giro d’affari: 5,3 miliardi di euro, +10%. Ma aumentano quelli che resteranno a casa: +13%. Bocca: il 2010 un'incognita

Roma - Fine anno a tutta vacanza, con previsioni ottimistiche da parte degli operatori di Federalberghi-Confturismo. Saranno infatti quasi 10 milioni gli italiani che si recheranno in vacanza per le festività di Natale e di Capodanno, facendo segnare un incremento del 20% rispetto al 2008. A gonfie vele anche il giro d’affari, che quest’anno raggiungerà i 5,3 miliardi di euro, archiviando un +10% rispetto all’anno scorso.

Questi i dati resi noti da Federalberghi-Confturismo, secondo la quale a Natale saranno 4,8 milioni i nostri connazionali che si recheranno nei luoghi di villeggiatura (+20%) e 5,1 milioni coloro che partiranno per festeggiare il Capodanno (+21%). Per quanto riguarda il Natale, l’85% dei turisti italiani rimarrà in Italia (contro il 79% del 2008); le regioni più gettonate saranno Lombardia (16,5%), Piemonte (11,2%), Trentino-Alto Adige (9%), Liguria (7,2%), Valle d’Aosta (6,7%) e Campania (6,3%). La meta preferita sarà anche questa volta la montagna, scelta dal 46,6% dei partenti, seguita dal mare (21%) e da una città diversa da quella di residenza (19%).

In questo periodo, rivela lo studio di Federalberghi-Confturismo, la spesa media pro capite dei nostei connazionali che rimarranno in Italia sarà di 505 euro (contro i 551 del 2008). Ammonterà invece a 1.255 euro la spesa pro capite (+44%) per chi si recherà all’estero. Per fine anno, informa ancora lo studio, l’87% dei vacanzieri italiani rimarrà in Italia (contro l’84% del 2008). Anche in questo caso, regione favorita per il periodo di riposo sarà la Lombardia (12%), seguita dal Piemonte (10%), Trentino-Alto Adige (9,6%) e Toscana (9,4%). Anche in questo caso la montagna è la meta preferita (dal 47,2% del totale rispetto al 51,4% del 2008), seguita dal mare (18,8%). Il giro d’affari totale per questo periodo sarà di 2,3 miliardi di euro, stessa cifra archiviata nel 2008.

Bocca: ma il 2010 è un'incognita "Come sarà il 2010 per il turismo italiano? È un grande punto interrogativo". Il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, commentando i dati, non nasconde le proprie perplessità sulle prospettive del turismo italiano in vista del prossimo anno. "Preoccupa soprattutto - spiega - l’andamento del mercato straniero: quello inglese, tra sterlina debole e crisi, ce lo possiamo dimenticare e così anche il mercato spagnolo e quello giapponese, nè si vedono, ad oggi, turisti cinesi. Insomma, tutti i mercati stranieri sono in sofferenza. Puntiamo su quello americano, ma il dollaro debole certo non ci aiuta. Ottima è la performance del mercato italiano - prosegue Bocca - almeno in termini di presenze ma le strutture ricettive hanno dovuto abbassare i prezzi e si sono registrati forti cali di fatturato". Bocca si dice tuttavia "certo che prima o poi la ripresa ci sarà e in quel momento dovremo essere in prima fila: per questo servono riforme strutturali e un Iva che ci permetta di competere con gli altri Paesi europei".

Poi Bocca aggiunge: "Gli aumenti a due cifre di italiani in vacanza a Natale e Capodanno e il parallelo incremento di italiani che sempre nel medesimo periodo non faranno nemmeno un pernottamento fuori casa per motivi economici, rappresenta un segnale che guardiamo con preoccupazione". "Dai nostri dati, infatti - prosegue Bocca - emerge in maniera netta come le prossime festività saranno caratterizzate da un aumento addirittura del 20% (da 8,2 milioni a quasi 10 milioni) di connazionali che tra Natale e Capodanno sceglieranno qualche località turistica, a fronte purtroppo di un aumento del 13% (da 15 milioni a 17 milioni) di connazionali che non potranno permettersi nemmeno un pernottamento fuori casa per evidenti problemi economici. "Risultati che chiaramente denotano una esasperazione del sistema economico nazionale - aggiunge Bocca - che ha imboccato probabilmente una corsia a due velocità e che rischia, in un prossimo neanche troppo lontano, di produrre contraccolpi dagli esiti incerti ed allarmanti.