La Natività che supera il tempo e lo spazio

Un viaggio a ritroso nel tempo, sino a quel momento che ha dato significato al tempo. È la sintesi della visita al Presepe del Santuario di Gesù Bambino di Arenzano, che raccoglie oltre 200 pezzi in ceramica di Albissola, opera di Eliseo Salino, artista ligure scomparso nel 1999. «Questo presepio è davvero pieno di chicche, di cose straordinarie - spiega padre Davide Sollami, uno dei formatori dell'attiguo seminario -. L'ambientazione mira a rompere gli spazi con un gioco di specchi che riflettono altri specchi conferendo la sensazione di trovarsi in uno spazio aperto». «Questo è un paese biblico - sottolinea il padre Carmelitano Scalzo -. Non c'è soltanto la capanna della Natività, ma si parte da Adamo ed Eva con il serpente e l'angelo del giudizio e troviamo il profeta Davide che compone i salmi, il profeta Elia che prega nel deserto». L'ambientazione rompe anche gli spazi temporali e sviluppa un itinerario millenario - osserva ancora padre Sollami - perché in questo presepe troviamo figure che non appartengono ad un solo periodo storico: i bambini della scuola, il commerciante, il musicista, preti vestiti con la tonaca ottocentesca, e due frati di questo santuario, ci sono case colorate a strisce verticali, tipiche della Riviera ligure e sono raffigurati personaggi che vivevano ad Albissola cinquant'anni fa, come il caldarrostaio e il macellaio del borgo». Una signora di Albissola si è riconosciuta in una statuetta (la mamma col bimbo in braccio): «Qui ci sono anch’io» ha detto. Il presepe è davvero di tutti e per tutti.