Ma negli Usa fanno i baby-Rambo

Solitamente vengono a bussare alla porta di casa, nei tranquilli sobborghi americani, vendendo limonata, biscotti o biglietti per le partite di baseball. I proventi vengono devoluti alla loro leggendaria organizzazione, quella dei boy scout americani, che sono un simbolo americano come la torta di mele e i personaggi della Disney.
Far parte dei boy scout è da quasi cent'anni un onore che ci si passa in famiglia, da padre in figlio, trascorrendo i weekend nei campeggi, nei ritrovi, tra gli orsi dei parchi nazionali e imparando a maneggiare martelli, chiodi e seghe elettriche. Ma un ramo dei boy scout americani non si è fermato lì: i ragazzi e le ragazze dello «Explorer program» sognano di diventare dei veri e propri Rambo armati e di combattere contro i terroristi, gli immigranti illegali, le gang delle droghe e i forsennati che aprono fuoco nei campus universitari dei college come quello di Columbine.
Gli Explorer sono per i boy scout quello che i Navy seals sono per le armate del Pentagono: ragazzini addestrati alla perfezione a combattere guerre urbane e a difendere il confine col Messico, oggi terra di una silenziosa ma sanguinosissima guerra tra dealer, gang e sceriffi.
Proprio nella contea di Imperial, la più povera e soggetta a violenza e immigrazione illegale della California, questi scout vengono addestrati ogni fine settimana: non indossano il gilet alla Topolino o il foularino al collo; si vestono di nero, con stivali anfibi, e si portano addosso cartucciere e fucile. A vederli somigliano ad una versione americana dei piccoli terroristi islamici e anche loro si dicono pronti a difendere il loro Paese con la vita.
Il programma degli Explorer era nato sessant'anni fa, cercando di inculcare nei boy scout il desiderio di crescere e dedicarsi alla giustizia, diventando poliziotti o vigili del fuoco. Ai campeggi ed alle gite nei parchi nazionali, aveva quindi aggiunto l'addestramento alle armi. Ma oggi che gli Usa si trovano con un confine scoperto e facilmente valicabile, soggetto a invasioni di immigranti illegali di terroristi islamici, gli Explorer - il cui numero è salito già a 145.000 - stanno affinando le loro tecniche di combattimento. Aiutati anche dagli esperti della Homeland Security, decisi a farne dei veri Rambo armati.
«Questi sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze migliori», li ha raccomandati il vicesceriffo della contea, A. J. Lowenthal al giornalista del New York Times che li è andati a intervistare, «Sono americani al cento per cento! Sono boys scout che credono nel codice d'onore e di coraggio della loro grande organizzazione».
In un recente raid simulato, armati di pistole coi pallini e al seguito di istruttori militari (ex soldati della guerra in Irak) i cuori dei boy scout californiani battevano forte. Come provetti Marines saettavano e strisciavano davanti a dei target movibili che rappresentavano il nemico e avevano solo pochi attimi prima di prendere una decisione che, in teoria, avrebbe potuto salvare la loro contea. Alcuni venivano addestrati a salvare una scolaresca presa in ostaggio su un pulmino da un terrorista e anche le ragazzine imbracciavano un fucile ad aria compressa. Il terrorista, per sembrare più veritiero, era vestito all'araba.
L'età dei boy scout del gruppo Explorer dovrebbe variare dai 14 ai 21 anni, ma molti sceriffi chiudono un occhio: «Viviamo un momento critico, tra immigranti illegali e gang messicane - ha spiegato il vice sceriffo -. Preferisco addestrare un ragazzino di 13 anni piuttosto che perderlo».
In questa terra di confine, dove il dramma dell'immigrazione illegale e dello spaccio di droghe ha colpito tutti, i padri di questi piccoli Rambo sono ormai più popolari dei soccer dad che trascorrono il weekend coi figli agli allenamenti di calcio.