Nei giorni della merla ha dominato il sole

Sergio Del Ponte

I genovesi ricorderanno a lungo la tempesta di neve che tra il 26 e il 27 gennaio si è abbattuta sulla città; e la ricorderanno poichè nell’ultimo mezzo secolo non solo è stata tra le più intense ma in assoluto la più lunga; ben trentadue ore di neve (dalle 9 di giovedì alle 17 di venerdì) che hanno imbiancato la città dalla riva del mare fino alle alture in modo veramente abnorme per una città come Genova che è poco abituata alla neve.
Andando indietro nel tempo ritroviamo altre tempeste di neve, magari più violente ma mai così lunghe, come quella del 7 febbraio 1991 che durò nove ore o quella del 7 gennaio 1977 che imperversò sulla città per sei ore, per non parlare di quella lontanissima bufera di neve del 20 dicembre 1938 che si abbattè sulla città per quattordici ore. In questi casi furono raggiunte temperature molto più basse (rispettivamente meno otto, meno sei, meno sette e meno cinque) mentre questa volta non si è scesi al di sotto di meno uno. A nevicata terminata, a causa della rapida ed improvvisa salita della temperatura, non solo la città si è ripulita da sola della montagna di neve che la ricopriva, ma neppure i giorni della merla (29, 30, 31 gennaio) hanno rispettato la tradizione di essere i più freddi dell’anno, poichè sono state registrate rispettivamente una massima di nove, undici e sedici gradi con una differenza termica di ben diciassette gradi!
La media mansile è stata di 6°,5 poco più alta della media dell’ultimo cinquantennio che è di 5°,2 e più bassa, tuttavia, delle medie degli ultimi sei anni: 7°,5 nel 2000, 7°,8 nel 2001, 9°,1 nel 2002, 8°,5 nel 2003, 8°,4 nel 2004, e 9°,1 nel 2005.
Le piogge sono state molto poche (26 millimetri) al posto di una media normale di 124mm, ma la grande quantità di neve caduta nell’entroterra ligure ha compensato una buona parte delle perdite.