Nei secoli Nel 1348 a Roma il terremoto più grave

Paura anche nella capitale, dopo che ieri mattina, verso le 11 e mezzo, molti hanno chiaramente percepito una nuova scossa proveniente da l’Aquila. La diceria popolare è che Roma sia al sicuro dai terremoti, perché i monumenti vecchi di duemila anni restano sempre in piedi. Il Colosseo, l’Arco di Costantino, la Tomba di Cecilia Metella, e così via. Ed effettivamente Roma sorge su un terreno a basso rischio sismico. Può capitare di avvertire scosse provenienti dai Monti Tiburti0ni, o altre volte dai Colli Albani. Tuttavia sono eventi sismici di lieve intensità e di brevissima durata. Ma è stato sempre così? La storia ci insegna che le cose cambiano nei secoli. Quattromila anni fa, ad esempio, i Colli Albani erano un vulcano. Nell’antica Roma la principale accusa rivolta ai cristiani era proprio di provocare i terremoti. Quando la terra tremava era un presagio di sventura e un segno della collera degli dei. I terremoti colpirono la Città Eterna nel 442 d.C., nel 467 e soprattutto nel 476, anno in cui pare che Roma abbia tremato per 40 giorni di seguito. Neppure l’Anfiteatro Flavio restò immune dal violento sisma dell’801, quando crollarono parecchie colonne del portico superiore e parte delle gradinate. Riportarono forti danni anche la basilica di San Paolo fuori le Mura e la chiesa di Santa Petronilla sull’Ardeatina.
I maggiori danni la città li subì, però, nel terribile terremoto del 1348, quando caddero giù come birilli interi palazzi. Il sisma ebbe origine nell’Appennino centrale, fra Perugia e Benevento, ed ebbe effetti devastanti. A Petrarca, che visitò Roma nel 1351, per il Giubileo, la città apparve in ginocchio: «Dalla sua fondazione, che risale a duemila anni fa, non è mai accaduto nulla di simile - scrisse in una lettera - Caddero gli antichi edifici ammirati dai pellegrini. Quella torre, unica al mondo, che era detta del Conte, aperta da grandi fenditure si è spezzata. Inoltre, perché non manchino le prove dell’ira celeste, buona parte di molte chiese, e anzitutto quella dedicata all’apostolo Paolo, è caduta a terra. Tutto ciò rattrista con gelido orrore l’ardore del giubileo». Dopo questo terremoto seguì per fortuna un lungo periodo di tranquillità. Finchè nel 1703 un nuovo violento sisma scosse la città, provocando decine di vittime e gettando nel panico la popolazione. La terra tremò talmente tanto, che secondo le cronache dell’epoca molti temettero che fosse giunto «il giorno del giudizio universale». Il sisma ebbe origine nel reatino e rase al suolo Leonessa, dove provocò 800 morti. Per trovare un altro terremoto di pari intensità bisogna arrivare al sisma che colpì il Fucino nel 1915. A Roma, distante 100 Km, restarono lesionati tratti delle Mura Aureliane e dell’Acquedotto Claudio, e danneggiate le chiese di Sant’Agata dei Goti e di Santa Maria alla Scala.