«Nel futuro avremo vestiti che non fanno perdere energia»

Giuseppe De Bellis

da Milano

Nicholas Negroponte non è un uomo normale. Dice che l’umanità non ha ancora visto nulla, che la tecnologia è quasi alla preistoria. Lo dice con l’aria di uno che sta per lanciare un’altra idea. Perché a lui non basta essere il guru della futurologia, lo scienziato informatico più importante della storia ed essere il presidente del Massachusetts Institute of technology, aver fondato Wired e progettato un computer da cento dollari. Negroponte è uno affamato di futuro e visto che la fame non gli passa mai, passa la vita a studiare una novità. Da 25 anni e mezzo i suoi giorni sono scanditi dal MediaLab: il laboratorio più prestigioso del mondo, il centro scientifico che fa muovere il cinema, l’architettura, il design, la moda: «La scienza è tutto, è la nostra vita».
Tra tutti, qual è il progetto del MediaLab che la affascina di più?
«Ce ne sono diversi. In questo momento penso a quelli che legano la tecnologia alla moda».
Perché?
«La tecnologia può essere fondamentale per lo sviluppo dell’industria della moda. Questo accade già oggi, dove lo studio di nuovi materiali porta ogni stagione delle novità interessanti. Ma siamo ancora all’inizio. Tra qualche tempo potremmo anche arrivare a modificare la gamma dei colori e questo significherebbe rivoluzionare il mondo della produzione di vestiti».
Che legame c’è tra la tecnologia e il mondo del lusso?
«Gli ultimi vent'anni sono stati determinanti per la vita di tutti. Sono stati caratterizzati dalla nascita del mondo dei bit accanto a quello degli atomi, ma i prossimi venti saranno segnati dalla contaminazione di questi due universi: la tecnologia e la moda, il design, l’architettura».
Lei che cosa vede nei vestiti del futuro?
«Nel prossimo futuro, la capacità di intrattenimento dei capi di abbigliamento genererà il vero valore aggiunto per il consumatore. Ma le case di moda devono concentrarsi sui luoghi della vendita per creare un livello di personalizzazione tale da indurre il consumatore a fruire di quei servizi che solo le più recenti innovazioni tecnologiche possono offrire».
Quest’anno su che cosa state lavorando?
«L’anno scorso avevamo parlato dei tessuti trasformati in display, di altri che permettono di correre fino a 40 chilometri all'ora o di portare 300 chili di peso sulle spalle senza affaticarsi. Quest’anno le novità sono essenzialmente due. Una riguarda un tessuto, l’altra le scarpe. La prima è un progetto importantissimo, nel quale il MediaLab crede molto: è la creazione di un tessuto che non fa perdere energia. È una speciale fibra che mantiene il corpo sempre nelle stesse condizioni. Io cammino per un tot di metri e quando arrivo a destinazione è come se non fossi mai partito».
E quanta distanza si può percorrere senza perdere energia?
«Tredici chilometri. Potremo anche correre per quei tredici chilometri: non suderemo, non perderemo sali minerali, saremo sempre freschi».
La seconda innovazione qual è?
«Un microchip che permetterà di muoversi anche da fermi. È un’applicazione per le scarpe: uno le indossa e anche quando è seduto loro agiscono come se fossimo in movimento. Con tutti gli effetti benefici che questo comporta».