Nel paese che vive al buio si è acceso il sole artificiale

Lo specchio, con 14 pannelli da 100mila euro, è stato posizionato su un monte. Cattura i raggi e li riflette sulla piazza

Nadia Muratore

da Viganella (Verbania)

È stata Alba ad accendere il sole artificiale di Viganella, il piccolo paese di montagna, in provincia di Verbania, che per settanta giorni all’anno rimane all’ombra. Il destino, o per meglio dire un concorso a cui hanno partecipato una cinquantina di scolari, ha scelto questa bimba di 10 anni, venuta dalla Costa della Luce spagnola per attivare il computer che dirige la superficie riflettente attraverso la quale il sole, da oggi, farà capolino anche d'inverno.
Viganella è il primo paese al mondo che ha saputo sfidare e vincere madre natura mutando la direzione dei raggi solari che ora arrivano anche là dove non si erano mai visti. Un sole artificiale al modico prezzo di 100mila euro, realizzato grazie ad una moderna tecnologia tutta italiana, anzi piemontese. Questo paesino, arrampicato sulla Valle Antrona, conta poco più di 200 anime: un mucchio di case caratteristiche dei paesi di montagna del Verbano che ruota intorno al «salottino» della piazza. Uno accanto all'altro, sfilano gli edifici più importanti: il Comune, la chiesa, la sede della Comunità montana e in mezzo tre panchine scure, che rimangono completamente inutilizzate dall'11 novembre al 2 febbraio. È questo il periodo in cui il sole proprio non ne vuol sapere di riscaldare i viganellesi e rimane nascosto dietro la Colma, il monte alto 1.600 metri che fa da spartiacque tra la Valle Antrona e la Valle Anzasco. Un vero peccato, ma contro madre natura non si può fare nulla. Almeno così è stato fino a quando il primo cittadino, Pierfranco Midali, non ha deciso di cambiare le cose. «Un amico architetto - spiega il sindaco - voleva disegnare una meridiana su una parete della chiesa. Gli ho spiegato che sarebbe stata inutilizzata per una settantina di giorni e da lì è partita la nostra sfida per far arrivare il sole in paese». Giacomo Bonzani, l'architetto, ha studiato un progetto e Midali lo ha fatto realizzare. «Siamo andati in America - prosegue entusiasta - e abbiamo scoperto che la tecnologia più avanzata in questo settore è patrimonio piemontese». Il bando di concorso indetto dal Comune è stato vinto dalla «Rev» di Albisola Marina, in provincia di Savona e la superficie riflettente è stata realizzata dalle officine «Saber» di Nichelino (Torino). La tecnologia utilizzata viene chiamata «sole doppio», perché attraverso una superficie riflettente cattura e fa rimbalzare i raggi in un punto determinato, a seconda dell'inclinazione della superficie stessa, pilotata da un computer. Il sole artificiale è uno specchio composto da 14 pannelli, per un totale di 40 metri quadrati, è alto 5 metri e largo 8. Arrivato a Viganella una ventina di giorni fa, è stato posizionato sul monte Colma, a 1.100 metri. Rivolto verso Nord, riesce a catturare i raggi e quindi a rifletterli sulla piazza comunale. Il computer che lo regola si trova in Comune, ed è impostato automaticamente. La posizione dello specchio si può però cambiare, nel caso in cui si decida di portare più sole in una frazione dove magari si sta svolgendo una manifestazione. Insomma un sole artificiale che si pilota con il telecomando. «Nei giorni del solstizio - spiega il sindaco Midali -, cioè quando il sole si trova alla massima distanza dalla Terra, noi riusciamo ad avere sei ore di sole, fino ad arrivare a un massimo di otto». Un bel colpo per chi il sole non lo aveva mai visto. All’inaugurazione del pannello riflettente era presente anche una delegazione della Costa della Luce, in Andalusia, che ha voluto gemellarsi con il paese piemontese. «Dopo il sole - conclude il primo cittadino - porteremo a Viganella anche i turisti di tutto il mondo». E se lo dice lui che ha vinto le leggi della natura, c'è proprio da credergli.