Nella dimora storica ora ci sono distributori di latte appena munto

«La mission di Liguria Style è raccogliere le eccellenze dell'artigianato ligure, prodotti agroalimentari e non, produzioni artistiche e tipiche della regione, e venderle al prezzo più competitivo», spiega Raoul Bollani, direttore del centro polivalente della cultura artigiana, nato nel 2008 per volere delle federazioni regionali di Confartigianato e CNA e grazie al contributo della Regione Liguria. Nel cuore di Genova, nei preziosi spazi del Palazzo Imperiale di Piazza Campetto, Liguria Style offre al visitatore una galleria panoramica sull'artigianato ligure, garantisce un punto d'incontro fra gli artigiani e un confronto diretto con il pubblico che può partecipare attivamente a corsi e laboratori. «Ci stiamo dando da fare perché la promozione della cultura del territorio favorisce la preservazione dello stesso e la combinazione dei due fattori rappresenta un ottimo sistema di difesa dell'economia ligure - dichiara Bollani - Partiamo dalla promozione del lavoro manuale degli artigiani perché spesso non abbiamo coscienza di come i prodotti che giungono sulle nostre tavole vengano realizzati, quali competenze siano necessarie per la loro produzione e ignorando questi aspetti non siamo in grado di valorizzare le eccellenze liguri».
L'esperienza partita un paio di anni fa sta riscontrando crescente successo fra turisti e croceristi che visitano la città e sempre più spesso fanno tappa in Piazza Campetto.
Fra settembre e ottobre il centro ha proposto alcune iniziative particolarmente riuscite in accordo con l'Associazione provinciale allevatori. Parliamo ad esempio dell'installazione nella sede di Palazzo Imperiale, di un distributore di latte crudo di ottima qualità, munto e filtrato quotidianamente, venduto al prezzo di 1 euro al litro. Un latte naturale così come esce dalla mammella, un latte vivo con tutta la sua dotazione naturale di vitamine ed enzimi. «Stiamo ottenendo ottimi risultati, nei giorni di punta riusciamo a raggiungere i 200 litri di latte distribuiti - racconta entusiasta Bollani - L'iniziativa suscita un notevole interesse da parte dei cittadini del centro storico e si è messo in moto un circuito virtuoso che sta permettendo la riscoperta di antiche tradizioni culinarie e della nostra, quasi dimenticata, cultura contadina. E attraverso il sito internet di Liguria Style abbiamo chiesto ai consumatori di fornirci le ricette per realizzare formaggi e altri prodotti». La vendita diretta del latte crudo è un'attività che l'Associazione provinciale allevatori porta avanti dal 2005. Considerando i problemi che affliggono il comparto zootecnico in Liguria e il prezzo del latte nazionale, ritenuto troppo basso dagli allevatori, questa operazione accorcia la filiera e permette ai produttori di realizzare maggiori introiti. «Per i nostri prodotti Liguria Style è una vetrina privilegiata nel centro città - spiega il Dott. Enrico Canale, Apa - I primi distributori che abbiamo installato erano tendenzialmente più vicini alle aziende produttrici rispetto ai consumatori, in questo caso la posizione è ideale per valorizzare il nostro latte presso il grande pubblico».
Le aziende sono state selezionate dall'associazione che ha concesso le autorizzazioni solo ai migliori produttori. Ogni azienda vende il latte di propria produzione, munto quotidianamente, refrigerato e filtrato. Gli allevatori-produttori sono obbligati a verifiche analitiche presso il laboratorio zootecnico di Masone. Il prodotto è controllato accuratamente a norma di legge e deve rispettare alcuni requisiti: l'assenza di agenti patogeni; il mantenimento della carica batterica entro i limiti previsti; le cellule somatiche inferiori o uguali ai valori stabiliti. Ma la relazione vincente con gli allevatori non si ferma alla vendita del latte e da poche settimane Liguria Style con il progetto carne di qualità locale a chilometri zero, propone la distribuzione di carni del territorio. «Abbiamo identificato quegli allevatori che macellano animali nati sul territorio e da generazioni allevati in loco - racconta Bollani - Si tratta di animali non stressati da allevamenti intensivi, che vengono alimentati esclusivamente con mangimi di origine animale, da cui si ricava carne certificata e macellata presso il macello dell'Associazione provinciale». Ogni lunedì attraverso il sito internet Liguria Style fornisce le schede degli animali macellati e ne rende nota la disponibilità per i consumatori i quali possono prenotare il loro pacco di carne e venire a ritirarlo in Piazza Campetto. «Il nostro slogan è carne sana per la tua salute - continua il direttore - Promuoviamo la conoscenza delle carni attraverso la loro degustazione e a intervalli regolari diamo la possibilità di assaggiare diverse razze provenienti da diversi allevamenti». Anche questa iniziativa, promossa soprattutto grazie al passaparola, sta riscuotendo notevole successo e in media Liguria Style distribuisce 70-80 Kg di carne a settimana. La vendita diretta della carne è anch'essa un'operazione indipendente, iniziata 5 anni orsono dall'Apa.
L'associazione ha la responsabilità della gestione e mette a disposizione il laboratorio zootecnico di Masone. Qui gli allevatori-produttori, oggi diventati anche i fornitori del prodotto finale, portano la carne che viene sottoposta a macellazione, frollatura, certificazione, etichettatura e infine confezionata in pacchi standard da 5 Kg. Da settembre l'Apa collabora con Liguria Style e promuove settimanalmente la carne di alcuni suoi associati. Allevatori che hanno aderito volontariamente al disciplinare di produzione ed etichettatura della carne denominato EtiAia. La certificazione EtiAia è una certificazione facoltativa che fornisce al consumatore informazioni supplementari oltre a quelle stabilite per legge. La legge stabilisce infatti che siano indicate soltanto la matricola del bovino e la certificazione che sia nato e macellato in Italia. «Sono informazioni che secondo noi non dicono nulla - dichiara il Dott. Giampaolo Risso, Apa - Noi pensiamo sia molto più utile dare informazioni come la razza del bovino, il sesso, l'età e chi è il proprietario dell'animale». Informazioni che forniscono maggiori garanzie sulla sicura identità e origine dei soggetti allevati al fine di una rintracciabilità totale legata al territorio. Fino ad oggi sono circa una trentina le aziende della provincia che hanno aderito a EtiAia.
I principali controlli a cui vengono sottoposte riguardano: il piano colturale dell'azienda; il piano alimentare (analisi della razione e ricerca di grassi animali); inoltre i capi destinati al macello devono aver trascorso almeno sei mesi presso l'azienda. «Il consumatore consulta il sito www.lacarnedigenova.com, vede le carni disponibili, contatta ciascun produttore e si reca in azienda per acquistare il suo pacco di carne - spiega Risso - Questa modalità permette al consumatore di visitare l'azienda, conoscere personalmente il produttore e vedere con i propri occhi come l'allevatore tratta i suoi animali. Così si instaura un rapporto di fiducia reciproca, fondamentale perché la nostra iniziativa riscuota successo».