Nelle scuole inglesi ci sarà l’ora di felicità

Il governo preoccupato per il disagio giovanile porta nelle aule terapie di gruppo, yoga e giochi di ruolo

Erica Orsini

da Londra

A lezione di felicità, per non diventare dei giovani depressi, inclini alla delinquenza. Dal prossimo settembre agli allievi undicenni delle scuole pubbliche britanniche verranno impartiti degli speciali insegnamenti in grado di favorire la fiducia in sé stessi aumentando così - almeno questo è l'auspicio delle autorità - il livello della rendita scolastica e contenendo al tempo stesso l'aumento vertiginoso dei comportamenti antisociali. Un rimedio ridicolo a dei problemi fin troppo seri? Inutile nascondere che sono in molti a nutrire dei dubbi su questi corsi, ma evidentemente il governo inglese ci crede profondamente, dato che per preparare adeguatamente gli insegnanti si è rivolto ad un guru della materia, l'americano Martin Seligman, docente dell'Università della Pennsylvania, uno degli psicologi più importanti e influenti di questa generazione.
L'esperto è stato infatti assunto per i corsi di training dei docenti destinati a diffondere i suoi insegnamenti a circa 2mila studenti delle scuole secondarie inglesi. A 63 anni, con 40 anni di esperienza nell'ambito della ricerca accademica, il professore è uno dei luminari più noti del mondo nel campo delle terapie antidepressive. I principi fondamentali della sua teoria sono talmente ovvii che a volte ci si chiede se per insegnarli non basterebbe del semplice buon senso. Secondo Selingman infatti «i bambini che hanno una buona considerazione di sé stessi saranno in futuro naturalmente portati ad usare un approccio più ottimista verso la realtà che li circonda». Le lezioni che verranno introdotte nelle scuole britanniche saranno basate in gran parte su discussioni di gruppo e giochi di ruolo per aiutare gli studenti a conoscere di più sé stessi e gli altri. In programma anche tecniche di rilassamento, decisioni autonome e negoziazione. Insomma, le tecniche psicologiche del management applicate all'età della spensieratezza che evidentemente tanto spensierata ormai non è, almeno in Gran Bretagna. Recenti statistiche hanno infatti rivelato che almeno il 10 per cento dei ragazzini che frequentano le scuole secondarie presentano gravi sintomi depressivi, inclusi pensieri suicidi. Venticinque anni fa l'età media in cui la gente cadeva vittima della depressione era verso i 30 anni, oggi è precipitata drammaticamente a 14 anni.