Nell'immaginario erotico fra stivaletti e reggicalze. Ecco 200 scatti di una volta

In mostra da mercoledì al 16 dicembre le immagini vintage della collezione Alidem. Oltre alle riprese realizzate in studio le «photo trouvée» amatoriali

Dopo che, ed era il 1866, il francese Gustave Courbet dipinse in modo straordinariamente realistico eppur poetico «L'origine del mondo», ovvero la vagina, tutto è diventato lecito nel mondo dell'arte. Ebbene, proprio al titolo del celebre dipinto di Courbet s'ispira la mostra fotografica «L'origine del mondo. Erotismo e seduzione nella photo trouvée» che dal 15 novembre al 16 dicembre (inaugurazione il 14 di questo mese, alle 18) espone - in un raffinato allestimento alla Triennale di Milano duecento immagini vintage della Collezione Alidem.

È un viaggio nell'immaginario erotico dalla fine dell'Ottocento agli anni Sessanta del Novecento in cui dominano il bianconero, l'eleganza raffinata dei corpi, i nudi femminili. Non aspettatevi scatti edulcorati: le foto interpretano lo spirito e il gusto dei tempi, quando la macchina fotografica, specie dagli anni Trenta del Novecento, diventa un oggetto da tenere in casa per immortalare momenti importanti, spesso intimissimi, della propria esistenza. Senza alcun freno inibitore a fare da censura. Ci sono una donna che si acconcia i capelli ritratta di tergo che pare una Venere degli anni Venti, una biondina che si affaccia nuda da un balcone di Parigi degli anni Cinquanta, una mora tedesca sdraiata nella neve negli anni della guerra, e poi ancora scatti degli anni Sessanta dove la sensualità è smaccata accanto ad altri in cui l'erotismo si concentra su un dettaglio (lo stiletto, la cintura, il reggicalze). Di alcune donne scorgiamo il volto, ma perlopiù sono i loro corpi sinuosi a parlare e il bianco della carne quasi illumina gli scatti, privandoli di qualsiasi genere di volgarità. Suddivise in 20 sezioni e con 14 autentiche «origini del mondo» fotografiche gli scatti americani ed europei della Collezione Alidem restituiscono pose, atmosfere, luoghi e ossessioni dell'erotismo moderno, dimostrando quanto il piacere di fotografarsi e fotografare l'oggetto del proprio desiderio - sia da sempre uno dei giochi erotici domestici più comuni (altro che Instagram Stories).

Lo dimostra la presenza, accanto alle immagini posate degli studi fotografici, delle cosiddette photo trouvée, entusiasmanti e sinceri prodotti realizzati da anonimi amateur, che rappresentano la vera chicca della mostra.

Per realizzare un'esposizione di questo genere negli spazi museali della Triennale serve classe: non ne difetta Pompeo Locatelli, mecenate, collezionista, amante del bello e del buono, un passato ai vertici delle transazioni e consulenze finanziarie e da qualche anno, con felice intuizione sui gusti del mercato, fondatore di Alidem negli spazi milanesi di via Cusani e via Galgani. Ennesima galleria d'arte specializzata in fotografia d'autore? Affatto: è un brand che seleziona, produce e commercializza opere fotografiche in edizione limitata. Da qualche mese ha lanciato anche la linea Alidem Luxury: un prodotto da collezione, proposto nella forma di un prezioso case che custodisce quattro stampe fotografiche della massima qualità museale. Pioniere del collezionismo, Locatelli sposa la filosofia della «fotografia per tutti» e nel suo catalogo include con intelligenza molti lavori con prezzi accessibili anche al pubblico generalista, senza rinunciare alla qualità e al rigore della stampa (la tiratura è limitata, a tutela sia degli artisti che degli acquirenti, e ogni opera è bollata con un ologramma registrato). Spetta inoltre a Locatelli la valorizzazione, in un Paese come il nostro che considera le vecchie foto di famiglia solo oggetti da soffitta, delle photo trouvée come interessante genere da collezione. La serie erotica che costituisce il corpus della mostra ne è un ottimo esempio. Nei giorni in cui Parigi celebra «Paris Photo», la fiera internazionale più importante del settore, il collezionismo italiano appare ancora incerto tra curiosità e sospetto verso la fotografia come vera e propria forma d'arte. Dobbiamo invece metterci al passo con il resto del mondo: mostre come questa in Triennale ci dicono, se ancora ce ne fosse bisogno, che la fotografia è gradita ospite dei musei.