Il nemico chiamato pidocchio che colpisce un milione di bimbi

L’infestazione è molto frequente, ma gli italiani la associano ancora a scarsa igiene o povertà

Classe quasi vuota, alunni a casa. Succede all’asilo e, anche, alle elementari. Causa dell’infezione generale, i pidocchi. Piccoli «vampiri» che si attaccano (soprattutto al cuoio capelluto) per succhiare il sangue, e che colpiscono particolarmente i più piccoli. Ogni anno - dice una ricerca dell’Osservatorio Milice - sono oltre un milione i bambini che subiscono l’aggressione di questi insetti fastidiosi. Una guerra che causa problemi, soprattutto dal punto di vista psicologico (è di questo parere il 67% degli esperti intervistati): perché ai pidocchi e alla loro diffusione sono ancora legate credenze spesso false, ma così radicate da continuare a suscitare vergogna in chi viene «infestato». E, nella maggior parte dei casi, la colpa è soprattutto degli adulti, il cui atteggiamento molto incline ai luoghi comuni ha l’effetto più negativo sui bimbi.
L’indagine è stata realizzata attraverso 90 interviste a psicologi, psicopedagogisti e pediatri, oltre all’analisi di più di 1.300 siti internazionali che trattano i problemi inerenti alla salute dei bambini. E, secondo il 61% di psicologi ed esperti, la paura più pericolosa è quella che attribuisce la presenza di pidocchi alla scarsa igiene, o alla trascuratezza delle famiglie nei confronti dei bambini che si trovano la testa invasa (47%). Credenze ancora molto diffuse e che danno origine a un forte senso di vergogna: tanto che il 24,7% degli italiani si vergognerebbe a far sapere che il figlio ha preso i pidocchi. Un problema che non è solo degli italiani: uno studio condotto in Inghilterra, e pubblicato su The Guardian, evidenzia come i pidocchi siano proprio una delle cose di cui i genitori si vergognano maggiormente. «I genitori si sentono in colpa perché, per la società, un bambino con i pidocchi è sinonimo di sporcizia - spiega la psicologa Anna Oliverio Ferraris - ed essere considerata una famiglia sporca e di conseguenza povera è una cosa che nessuno vuole. Quindi è difficile accettare che il proprio figlio abbia i pidocchi». Anche gli inglesi, a quanto pare, sono poco inclini a far sapere che qualcuno in famiglia è stato infestato: e, infatti, fra gli oggetti che più tengono «nascosti» ci sono proprio i prodotti anti pidocchi. E anche negli Stati Uniti dove, ogni anno, a causa dei pidocchi i bambini perdono in tutto oltre 40 milioni di giorni di scuola, questi insetti sono vissuti come un vero allarme sociale. Tanto da diventare protagonisti di una puntata del telefilm Desperate Housewives. Per far fronte a timori e vergogna, oltreoceano è nata la Lice Phobia Clinic, che aiuta a superare la paura dei pidocchi, una «sindrome» che provoca fiato corto, respiro accelerato, battiti irregolari, svenimenti, nausea e, soprattutto, paura di morire.
Il vero rischio, comunque, è causato dalla reazione «nevrotica» dei genitori: la pressione dei pregiudizi spinge spesso mamme e papà a cercare un «colpevole» e a intervenire in modo troppo drastico e frettoloso. Uno dei metodi più sbagliati è intimare al piccolo di non dire niente a nessuno o di isolarlo, anche in casa, stabilendo una sorta di «cordone sanitario» nei suoi confronti. Il risultato? Allarmismo e ansia si trasmettono ai bambini, causando, oltre ai pidocchi, ansia e stress nel 39% dei casi.