Un nero guida i Radicali "Islam e democrazia non sono incompatibili"

Il maliano Demba Traore è il nuovo segretario: ha 39 anni, è musulmano e si occupa di giustizia

Roma Musulmano credente e praticante. Demba Traore è il nuovo segretario dei Radicali. Ormai sempre più lontano dagli ex alleati del Pd, il partito di Pannella rilancia un’immagine penalizzata da tre anni di opposizione al traino di Bersani, che solo gli ultimi singulti indipendentisti avevano reso meno opaca, proprio sul finire del governo Berlusconi. Il new deal radicale parte dal volto giovane e sorridente del trentanovenne Traore, musulmano di colore, già parlamentare dell’assemblea nazionale del Mali, testimonianza di un partito «transnazionale», sottolineano dai Radicali, impegnati nelle ultime ore a sferrare una dura battaglia contro la Chiesa perché anche il Vaticano paghi la tassa sull’Ici.

«Sono africano, musulmano credente e praticante - si è presentato il neosegretario in conferenza stampa alla Camera - a conferma del fatto che la diversità linguistica, culturale, etnica e religiosa sono alla base del Partito Radicale. Una diversità che non rappresenta un handicap ma un arricchimento». Non esiste «incompatibilità fra Islam e democrazia - ha poi precisato - lo dico io che vengo dal Mali, una democrazia laica abitata al 90 per cento da musulmani». Accanto a lui Marco Pannella ed Emma Bonino.

Il programma dell’uomo nuovo dei radicali sarà incentrato in particolare «sul rispetto dei diritti umani e dei carcerati», perché «serve giustizia, una giustizia giusta in tutto il mondo». Traore di professione è avvocato, ma si è già occupato attivamente di politica in Mali ricoprendo il ruolo di deputato e battendosi in particolare per i diritti dell’infanzia, contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili. Da anni è vicino ai radicali.

«Per affrontare la grave crisi che morde il mondo - ha spiegato - l’approccio pragmatico e basato sugli ideali alla base del patito radicale sono una ricetta efficace». Pannella è orgoglioso della sua scelta e torna all’anticlericalismo delle origini: è importante che «il Partito Radicale non violento transnazionale e transpartitico abbia eletto a proprio segretario un musulmano credente e praticante - ha commentato - a Roma, nel cuore della cristianità c’è un segretario di un partito musulmano e credente». Traore punta il dito «contro un’Europa basata solo su modelli economici e finanziari» e «con tanti eserciti quanti sono gli stati nazionali, una follia nella quale si buttano miliardi di euro». L’Europa deve essere «al contrario un modello per i popoli del mondo».

La «ricchezza del partito radicale, che è federativo - ha quindi continuato - sta nella sua diversità culturale e linguistica. E tutti sono chiamati a contribuire», ha sottolineato. In conclusione gli auguri ai cristiani «per un buon Natale, perché «il 2012 sia un anno di pace e di felicità per tutti».

Nella consueta conversazione domenicale a Radio radicale, Pannella ha raccontato il suo incontro con Traore e di come fu incantato dalla sua difesa in un processo in Mali contro alcuni sindaci accusati di brogli, come difensore delle forze sconfitte: «Lui ha un’altra caratteristica - ha poi aggiunto il leader radicale lodando il suo nuovo pupillo - da quando è studente universitario e dall’inizio della sua rapida affermazione politica, Demba aveva il pallino del sistema americano piuttosto che quello europeo. L’uninominale, in piena Africa...». Traore è stato nominato segretario del partito nell’ultimo congresso di Roma con 125 voti su 141, nessun contrario, dieci schede bianche e sei astenuti.