Nessuna bonifica ai giardini: è invasione di zanzare tigre

La Asl e Tursi non rispondono alle richieste dei genitori dei bambini

Erika Falone

Nonostante l’arrivo dell’autunno, non accenna a rientrare l'allarme zanzare nei giardinetti pubblici genovesi. Da quando a luglio alcuni genitori preoccupati avevano lanciato l'allarme per quello che stava succedendo ai loro bambini nei giardini di via Fabrizi, a Quinto, la situazione non sembra migliorata. Anzi si è arrivati all'invasione. Sono numerosi quelli che, complice la folta vegetazione che mantiene alto il tasso di umidità, non riescono a liberarsi dalle zanzare.
Comune, Circoscrizione, Asl erano stati avvertiti tutti, a suo tempo, di quanto stava accadendo in giro per la città. Oggi, si può provare a chiedere, fare lunghe telefonate passando da un ufficio all'altro. Il Comune delega la Circoscrizione, che, a sua volta, dice di non essere direttamente responsabile per questo tipo di intervento. E si impegna a segnalare la situazione alla Asl. Che non risponde mai al telefono. Purtroppo non è dato sapere se la promessa disinfestazione estiva sia stata eseguita. C'è chi dice di sì, ma non ha visto, c’è chi non sa. Sicuramente, i bimbi che frequentano i giardinetti sono ancora costretti a condividere i loro giochi con i piccoli insetti tigrati.
Il caso è stato nuovamente segnalato all'ufficio per l'Igiene e la Sanità pubblica perché venga effettuata la disinfestazione. Che consiste, in pratica, in interventi mirati di trattamento delle caditoie con larvicidi e nebulizzazioni di insetticidi specifici nelle zone a verde maggiormente infestate.
Se si aspetta ancora un po' ad intervenire, ci penserà direttamente l'inverno. Il problema sarà semplicemente rimandato alla prossima stagione.
E dire che Genova è così abituata al fenomeno «Tigre» (sembra infatti che sia sbarcata proprio nel nostro porto, a bordo di pneumatici di importazione, nel 1990), che il Comune ha persino predisposto sul suo sito internet un'intera pagina dedicata alla vita e alle abitudini del fastidioso insetto.
Dove non arrivano le istituzioni, almeno, arriva la scienza. Dopo aver individuato la presenza di un insetto con caratteristiche di una zanzara tigre, è possibile farlo esaminare dagli studiosi del museo civico di Storia Naturale «G. Doria». Loro al telefono hanno risposto subito. Il problema è però catturare l’esemplare di quella zanzara.
La causa della robusta proliferazione della tigre che si sta verificando proprio in questo periodo è da ricercare in più fattori. Le recenti piogge, che hanno lasciato dietro di se numerose pozzanghere e tombini allagati, sono andate a coincidere proprio con un periodo di piena attività per le piccole tigri. Solitamente si tende ad associare la zanzara con un fenomeno tipicamente estivo. In realtà, la zanzara tigre è presente nei nostri giardini tra i primi giorni di giugno e fine ottobre. Ed è proprio a fine stagione, quindi in questi giorni, che depone delle uova particolari: sono quelle che poi le permetteranno di sopravvivere anche ad inverni molto rigidi. Finendo così per tornare a infestare spazi con piante e fiori (il suo habitat naturale) la primavera successiva.
Le tigri sono quindi adesso in pieno fermento e, pungendo prevalentemente di giorno, risultano essere particolarmente fastidiose. Ma per fortuna, almeno questo, non particolarmente pericolose. Niente a che vedere con la zanzara, la «aedes aegypti» che, a Cuba, sta diffondendo il dengue - volgarmente noto come febbre spacca ossa -, una malattia febbrile acuta che nella forma emorragica, la più grave, ha un tasso di mortalità molto elevato.