Netta sconfitta del centrodestra La Moratti spera nel ballottaggio

Secondo le proiezioni Rai, la Moratti si fermerebbe al 40,7% mentre Pisapia vola al 48,6%. Con oltre il 56% delle preferenze, Fassino diventa sindaco di Torino. Più incerta la situazione di Napoli, dove pare che nessuno dei candidati riuscirà a raggiungere la maggioranza dei voti: si fronteggeranno il Pdl Lettieri (38,4%) e l'Idv De Magistris (27,7%). A Bologna il centrosinistra riesce a evitare il ballottaggio: Merola al 50,3% batte il leghista Bernardini che si ferma al 30%

Roma - Un vero e proprio terremoto politico. Con il centrodestra che perde a Bologna e Torino, va al ballottaggio a Milano e Napoli. Con Letizia Moratti che non riesce a tenersi il Comune e Pisapia che dilaga nelle preferenze. Con la Lega Nord che guarda al ballottaggio e invita a spostare la campagna elettorale sui programmi. Non è solo il centrodestra a perdere terreno, ma anche il Partito democratico: mentre a Napoli l'Idv Luigi De Magistris ha sorpassato il piddì Mario Morcone, a Bologna la lista di Beppe Grillo rosicchia via molti voti a Virginio Merola. La percentuale di affluenza alle urne per le comunali si attesta poco sopra il 71.07% (in calo rispetto al 72.85% delle precedenti omologhe), per le provinciali è al 59.63% (in calo di quasi tre punti).

Il centrodestra incassa lo schiaffo di Milano dove non solo - e questo era prevedibile o almeno contemplato come eventualità - non vince al primo turno, ma subisce l’onta del sorpasso del candidato di centrosinistra Pisapia sulla Moratti. Un esito - ancora da soppesare nelle sue dimensioni - che chiama in causa da un lato la Moratti per la drammatizzazione dello scontro con Pisapia innescata con l’affondo sui trascorsi giudiziari dell’ex parlamentare di Rifondazione comunista, dall'altro Berlusconi che molto si è speso nella campagna elettorale puntando a ripetere l’effetto-trascinamento che molte volte la sua presenza in campo aveva garantito alla coalizione.

Sin dalle primissime battute, nella corsa a Palazzo Marino, è sempre rimasto in testa il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia con il 48,6% delle preferenze. Il sindaco uscente Letizia Moratti si ferma al 40,7%. Male anche il candidato del Terzo polo Manfredi Palmeri che ottiene il 5,5% delle preferenze, mentre il grillino Mattia Calise è al 3,7%. Chi è stato vicino al Senatur in via Bellerio, parla di un Bossi stupito e al contempo furioso. Matteo Salvini spera che "nei prossimi 15 giorni si riesca a parlare di Milano, delle due Milano diverse prospettate dal centrodestra e da Pisapia e dalla sinistra, senza parlare di Brigate Rosse e amenità varie". Anche Berlusconi è amareggiato dal voto. Non parlerà fino a domani. "Ha spiegato che intende parlare con Bossi, per analizzare con lui la situazione - dicono i suoi - ma ha anche precisato di volerlo fare a freddo, sostenendo che è meglio far decantare le cose ed evitare reazioni emotive". Ma sul web il popolo del Pdl se la prende con i vertici del Carroccio (leggi l'articolo).

Di "voto anomalo" parla Roberto Castelli dal quartier generale leghista. "Il voto di Milano, al momento, non è positivo per la coalizione e per il sindaco che noi sosteniamo", commenta l'esponente del Carroccio ricordando che "è finito solo il primo tempo perché al ballottaggio ci stiamo andando". In questo momento Castello distingue il voto in due parti: "Milano, dove al momento non è certo positivo per il sindaco che abbiamo sostenuto, e il resto della Padania, dove la Lega si è presentata e dove sta registrando un aumento di voti".

Più certo il risultato a Torino, dove l'affluenza è stata del 66,5% contro il 64,7% della tornata elettorale precedente: Piero Fassino potrebbe conquistare la poltrona di sindaco al primo turno. Le proiezioni lo indicano infatti al 56%, mentre il candidato per il centrodestra Michele Coppola si attesterebbe al 27%. Alberto Musy del Terzo Polo avrebbe preso il 4,7% dei voti, mentre il grillino Vittorio Bertola si fermerebbe al 5%. "Questo risultato - ha spiegato Fassino - significa che la città si identifica nella mia candidatura, mi carica di responsabilità e mi sprona a interpretare il ruolo di sindaco di tutta la città e di tutti i torinesi. Ogni mia scelta sarà realizzata per il bene di Comune".

A Napoli è ormai certo il ballottaggio tra il candidato del centrodestra Gianni Lettieri (38,4%) e l’europarlamentare Idv Luigi De Magistris che con il 27,7% supera il candidato del centrosinistra Mario Morcone. I vertici nazionali del Pd, alla luce di questi dati che segnano una sconfitta pesantissima, a partire dal segretario nazionale Pierluigi Bersani, hanno riconosciuto la sconfitta e ha già teso la mano a de Magistris. Il commissario provinciale Pd Andrea Orlando ha fatto gli auguri al segretario Idv Enzo Ruggiero, a sua volta pronto a "fare ogni sforzo per ritrovare l’unità del centrosinistra". "Lavoreremo per ricomporre il centrosinistra. Al momento il centrosinistra è in vantaggio, Morcone è stato messo in campo non molto tempo, sconta di non essere conosciutissimo", ha infatti aggiunto Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd. "A Napoli le note vicende hanno pesato sulla campagna elettorale - ha aggiunto il presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro - Morcone è una persona straordinaria, un servitore dello Stato, di grande capacità, ma lo abbiamo precipitato in campagna elettorale e bisogna dargli atto del grande coraggio di aver accettato la sfida. È inutile nascondere che la vicenda politica ha pesato sulla campagna elettorale". Quanto all’ipotesi di appoggiare De Magistris al secondo turno la senatrice ha chiosato: "Ora aspettiamo di conoscere i dati veri. Quello che sappiamo è che non vogliamo Lettieri sindaco di Napoli".

Si delinea un risultato sicuro anche a Bologna dove l’affluenza è stata del 72,80%: alle comunali del 2009 era stata del 76,38%. Il centrosinistra vede, infatti, la soglia del 50,5 per cento: potrebbe evitare il ballottaggio. Nella corsa per il sindaco è in testa il candidato del centrosinistra Virginio Merola con il 50,3% dei voti, mentre il leghista Manes Bernardini si ferma al 30%. Il candidato del Terzo Polo Stefano Aldrovandi si attesterebbe al 5,3%, mentre il grillino Massimo Bugani sarebbe al 9,7%.