No-fly zone sulla sua villa Da Sarko multe e prigione per chi disturberà Carlà

Per passare le vacanze di Pasqua in assoluta tranquillità con la Bruni, il presidente francese impone il divieto di sorvolo nel sud della Francia

La no-fly zone è la nuova fissazione di Sarkozy. Dopo la richiesta di chiudere lo spazio aereo in Libia, fatta con costante insistenza al Consiglio di sicurezza dell'Onu, il presidente francese decide di adottare la stessa misura anche nel suo Paese. Dove? Precisamente a Cap-Negre, nel sud della Francia, sopra la villa in Riviera dove Sarkò e Carlà trascorreranno le vacanze di Pasqua. E quindi l'ingiunzione è precisa: non deve volare nemmeno una mosca, "per i bisogni legati alla protezione di alte autorità", recita il decreto che rimarrà in vigore fino al 26 aprile. Per i temerari che oseranno sfidare il divieto sorvolando a meno di 1.000 metri di altezza sulla splendida residenza in riva al mare pronte multe da 15mila euro a 40mila euro e da sei mesi a un anno di prigione.

Insomma il presidente francese non vuole rotte le uova di Pasqua e pretende di essere sicuro che le sue vacanze filino tranquille, senza sguardi indiscreti o rumori fastidiosi. In realtà, il provvedimento non stupisce più di tanto, perché Sarkozy e la no fly-zone camminano a braccetto. Secondo quanto riferisce il Telegraph, il Presidente avrebbe già usufruito della no-fly zone lo scorso fine settimana, quando si è recato a Cap-Negre con la moglie e il figlio di lei, Aurelien. E la cosa si ripeterebbe ogni anno.

Senza dimenticare poi che nel 2008, subito dopo il matrimonio con Carla Bruni, sui cieli di Cap-Negre venne proibito di sorvolare. Quella volta però il decreto non impedì il dispiegamento di un nugolo di paparazzi, tutti pronti a immortalare gli sposi novelli che si tuffavano dalle scogliere a picco sul mare. Per non parlare dello scorso agosto quando, sempre nella zona di Lavandou, vicino St. Tropez, vennero chiuse non solo le spiagge, ma anche un sentiero che corre lungo la costa. Agli infuriati turisti e residenti del posto venne inventata la scusa di pericolo di caduta di pezzi di rocce. Ma non ci volle molto per scoprire che in quegli stessi luoghi passeggiavano tranquilli Sarkò e Carlà.