Il Nobel a Mario Vargas Llosa, letteratura tra ironia e politica

Il Nobel per la letteratura assegnato a Mario Vargas Llosa per la sua "cartografia delle
strutture del potere&quot;. <strong><a href="/cultura/mario_vargas_llosa_i_demoni_privati__e_pubblici_sono_cuore_scrittura/05-10-2010/articolo-id=477979-page=0-comments=1">Lo scrittore peruviano</a></strong>: &quot;I demoni privati e pubblici sono il cuore della scrittura&quot;

Stoccolma - Smentendo i pronostici, che indicavano come grandi favoriti il keniota Ngugi e lo statunitense Cormac McCarthy, il Premio Nobel per la Letteratura 2010 è stato assegnato al romanziere peruviano Mario Vargas Llosa, da anni uno dei nomi più importanti della scena sudamericana e mondiale. Il 74enne scrittore peruviano è stato premiato per la sua "cartografia delle strutture del potere".

Vita tra letteratura e politica Nato ad Arequipa, in Perú, nel 1936, Vargas Llosa ha respirato atmosfere cosmopolite fin da giovanissimo, vivendo oltre che nel suo Paese natale anche in Bolivia e quindi a Madrid e a Parigi, dove - come ogni autore che si rispetti - ha ricevuto una gran parte della propria educazione sentimentale di scrittore. Il suo debutto letterario risale aLla fine degli anni Cinquanta (la raccolta di racconti I capi è del 1959), ma il suo primo libro importante arriva nel 1963, La città e i cani, ambientato nel collegio militare di Lima. Esuberante e prolifico, Vargas Llosa ha sempre alternato letteratura e impegno civile, arrivando anche a candidarsi alla presidenza del Perù, in opposizione al controverso Alberto Fujimori. Anticonformista anche in politica, in un continente dominato da figure dichiaratamente di sinistra come Gabriel Garcia Marquez e Isabel Allende, Vargas Llosa ha incarnato posizioni più di destra, seppur sempre in maniera personale.

Un narratore prolifico Narratore prolifico, ma attivissimo anche come giornalista e scrittore per il teatro, Mario Vargas Llosa prima del Nobel aveva già ricevuto i più prestigiosi premi per la letteratura assegnati nel mondo ispanico: nel 1986 il Principe delle Asturie e nel 1967, alla sua prima edizione, il Romulo Gallegos per La casa verde, una delle sue opere più note, che racconta la storia mitica del popolo peruviano. Altri capolavori da ricordare Conversazione nella Catedral, memorabile ritratto di una città, Lima, dal punto di vista di un sordido locale, e La zia Julia e lo scribacchino, storia di un Balzac creolo e di un giovane scrittore, Mario, in qualche modo pallida autobiografia di Vargas Llosa. Altri romanzi molto conosciuti sono La guerra della fine del mondo e I quaderni di don Rigoberto. L’ultimo titolo pubblicato finora è Avventure della ragazza cattiva, storia d’amore rocambolesca ambientata tra l’Europa e il Sudamerica tra gli anni Sessanta e Ottanta. "Quando traduci i fatti in parole - ha dichiarato anni fa il romanziere - li modifichi: inevitabile. Il narratore ha libertà assoluta quando scrive. È un suo diritto. La fiction, appunto". 

Sorpreso e felice Sorpreso, onorato e felice. Queste le sensazioni che vive da neo premio Nobel per la letteratura lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa. "Oltre al fatto che è un riconoscimento alla letteratura e alla lingua spagnola", spiega in un'intervista alla emittente radiofonica colombiana Rcn. Vargas Llosa ha ribadito di essere rimasto sorpreso alla notizia perché "non pensavo e non sapevo di essere nella rosa dei candidati". Alla domanda su quale sia il libro preferito tra i tantissimi scritti nella lunga carriera lo scrittore ha detto che sarebbe come chiedere a un padre qual è il figlio preferito "ma forse se devo indicarne uno è certamente quello che ho appena scritto, anche se il migliore sarà quello che devo ancora scrivere".

Il primo peruviano premiato Vargas Llosa è il primo peruviano a ricevere il Nobel per la Letteratura e succede alla tedesca Herta Muller e al francese Jean-Marie Le Clezio. Il premio torna in Sudamerica 28 anni dopo Garcia Marquez (venti dopo il Messicano Octavio Paz) e segna anche il grande momento di rilancio della letteratura che viene dall’America latina, trascinata dal successo postumo del cileno Roberto Bolano e da una schiera di interessanti giovani scrittori.