Non chiede troppe cure arreda, punge ma protegge È scoppiata la cactus-manìa

La pianta combatte le onde elettromagnetiche e la sua acqua rende belli. Ora spunta ovunque: dalla tavola agli accessori

Ogni anno ha le sue mode e questa è la volta del cactus, simbolo di forza e perseveranza, che arreda, protegge e non chiede. In altre parole, non gli serve granché per sopravvivere, motivo per cui è tanto amato dall'anti-pollice verde o da chi non ha tempo per dedicarsi al giardinaggio. Dunque, con questa pianta grassa si può creare un angolo green poco costoso e a lungo termine. E se faticate a trovare uno spazio in casa, giocate sull'accumulo, riempendo le mensole con cactus di diversi tipi e dimensioni, e con qualche falso, come candele e pezzi di design. Non dimentichiamoci, infatti, che, grazie a Gufram, questa pianta ha rivoluzionato il paesaggio domestico, scardinando i confini tra ambiente interno ed esterno. Il Cactus dell'azienda italiana è un totem ironico e grintoso che, nato come appendiabiti nel 1972, si svincola dal funzionalismo a tutti i costi. La prima edizione era verde smeraldo, poi sono arrivati il bianco, il rosso, il nero e le interpretazioni psichedeliche.

Forse, però, il motivo più fondato che ha riporto nella case i cactus - mignon o giganti - è la proprietà anti-onde elettromagnetiche che sembrerebbe celare tra spine e fusti verdissimi. Il wi-fi detta le regole? Allora il cereus peruvianus (il cactus peruviano, tra i più diffusi) entra in camera da letto, in bagno, in salotto e in cucina, per combattere l'uso eccessivo di connessione internet. Non solo. Ricca di vitamine, sali minerali e antiossidanti, l'acqua di cactus è un elisir di bellezza, come l'Hakali massage, il massaggio con i cactus, disponibile in Messico, al Four Seasons Resort Punta Mita, nella Baia di Banderas. Il trattamento, davvero unico, combina vari tipi di ingredienti (piante indigene, salvia e crema alla tequila), per idratare, disintossicare e rimediare alle scottature solari. Particolarmente interessante la parte in cui gli operatori della spa eliminano le spine dalle pale giovani del fico d'India - scientificamente si chiamano cladodi e sono il fusto della pianta - e, dopo aver riscaldato queste foglie per ammorbidirle, le strofinano sulla pelle. A questo punto, per ripristinare il proprio fabbisogno idrico, il derma assorbe subito il succo che rilascia il cactus, un succo ricco dell'acqua che la pianta ha immagazzinato per affrontare la siccità e sopravvivere ad essa.

Senza volare in Messico, anche l'olio estratto dai semi di Opuntia ficus, una pianta diffusa soprattutto nell'area del bacino del Mediterraneo (Basilicata, Calabria, Sicilia, Puglia, Sardegna), ha proprietà rigeneranti, ristrutturanti e rassodanti, e aiuta a rallentare il processo di invecchiamento della pelle e dei capelli.

Commenti

arkangel72

Dom, 30/07/2017 - 10:48

Bufale estive!!!