«Non votate partiti senza visione cristiana»

da Roma

Papa Ratzinger ha detto ai membri del Ppe che i valori della vita e della famiglia fondata sul matrimonio non sono negoziabili. Gli stessi accenti ha usato l’arcivescovo Angelo Amato, il segretario della Congregazione per la dottrina della fede che per tre anni è stato il vice di Ratzinger e suo stretto collaboratore. Amato, in un’articolata intervista pubblicata dal quotidiano cattolico Avvenire, ha spiegato i contenuti della «Nota dottrinale» con la quale nel gennaio 2003 l’ex Sant’Uffizio interveniva sull’impegno dei cattolici in politica.
Domanda l’intervistatore: «È possibile operare da cattolici all’interno di una forza politica che non sempre rispetta la visione cristiana della persona, della vita e della famiglia, e a quali condizioni? Allo stesso modo, è possibile votare per essa senza compromettere la propria coscienza? A molti sembra impossibile trovare uno schieramento che soddisfi pienamente le aspirazioni della propria coscienza per la presenza di questo o quel partito, di questo o quell’esponente...». Ecco la puntuale risposta del prelato vaticano: «Direi - spiega l’arcivescovo - che è importante fare una chiara e netta distinzione tra forze politiche che rispettano nella loro ispirazione e nel loro programma di governo i princìpi e le esigenze etiche non negoziabili, e forze politiche che su questi aspetti e vincoli fondamentali hanno una visione opposta alla dottrina cristiana o comunque relativista».
«Il cattolico - aggiunge Amato - non può appoggiare le forze di questo secondo tipo. Quando la Chiesa afferma che non opta a favore di nessun partito e di nessuno schieramento politico non vuol dire che rinuncia a dare un giudizio etico sui princìpi e sui programmi dei diversi schieramenti o partiti, in riferimento ai valori e alle istanze etiche fondamentali richiamate: vita, famiglia, libertà di educazione, libertà religiosa, giustizia sociale... Come ha precisato lo stesso cardinale Ruini, non è possibile non vedere con preoccupazione che singole Regioni in Italia hanno dato via libera a normative che tendono a equiparare le unioni di fatto, eterosessuali e omossessuali alle unioni familiari fondate sul matrimonio, e che vi sono forze politiche di un determinato schieramento che intendono portare nel Parlamento nazionale tali proposte». Un riferimento preciso ai Pacs e ad alcune forze dello schieramento di centrosinistra. «Spesso - ha continuato l’arcivescovo - il cattolico deve scegliere nel voto il male minore, purché questo “male minore” non favorisca forze politiche che non riconoscono o si oppongono ai princìpi e alle norme della legge morale naturale».
In un altro passaggio dell’importante intervista, il segretario della Congregazione per la dottrina della fede ha ricordato quali sono i princìpi elencati nella «Nota» vaticana: «La difesa del diritto alla vita, la salvaguardia dei diritti dell’embrione umano, la protezione della famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra uomo e donna, la libertà di educazione, la tutela sociale dei minori, l’emancipazione dalle forme moderne di schiavitù (sfruttamento della prostituzione, liberalizzazione delle droghe), il diritto alla libertà religiosa, il rispetto della giustizia sociale, della sussidiarietà e della solidarietà, la difesa della pace (da non confondersi con il pacifismo ideologico) contro ogni forma di violenza e di terrorismo».