Dal Nord Africa assalto dei clandestini all'Italia Maroni: esodo biblico, ma la Ue non si muove

La fuga dal Maghreb non si ferma: gli immigrati continuano a sbarcare in Italia a migliaia dopo le rivolte che
stanno destabilizzando il Nord Africa. In 4 giorni arrivati più di 4mila stranieri: decisa la riapertura del Cie. L'Ue risponde all'appello di Maroni: "Pronti a fare la nostra parte"

Lampedusa - Gli sbarchi non si arrestano. Nel giro di quattro giorni il mare ha trascinato sulle coste di Lampedusa oltre quattromila immigrati clandestini. Ma il numero è destinato a crescere. La fuga dal Maghreb non si ferma: i magrebini, in prevalenza originari della Tunisia, continuano a sbarcare in Italia per fuggire alle rivolte che stanno destabilizzando tutto il Nord Africa. La Capitaneria di Porto di Lampedusa ha fatto sapere che altri barconi carichi di immigrati sono stati avvistati nel Canale di Sicilia.

Maroni accusa l'Europa "Siamo soli". Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non nasconde il proprio disappunto nei confronti di Bruxelles: "L’Europa non sta facendo nulla". Intervistato dal Tg5, il titolare del Viminale si dice "molto preoccupato" dai continui sbarchi. Per questo Maroni ha chiesto l’intervento urgente dell’Unione europea: "Il Maghreb sta esplodendo". "C'è un terremoto istituzionale e politico che rischia di avere un impatto devastante su tutta l’Europa attraverso l’Italia - spiega il ministro leghista - noi siamo come al solito lasciati soli". Il Viminale sta gestendo l’emergenza umanitaria con la protezione civile e chiederà alla Tunisia l’autorizzazione per i nostri contingenti ad intervenire per bloccare i flussi. In realtà, nonostante tutti gli sforzi del governo, le decisioni di alcune procure, che stanno applicando una direttiva dell’Unione europea, rendono di fatto inefficaci i fermi dei clandestini da parte delle forze dell’ordine. Ma Maroni assicura che sta preparando un provvedimento urgente per dare "interpretazione corretta a questa direttiva che non è quella che stanno dando alcune procure".

Bruxelles accoglie l'appello di Maroni "La Commissione è in stretto contatto con le autorità italiane" ed è "pronta ad aiutare il paese". Ad assicurarlo ai microfoni dell’Ansa è proprio il portavoce della commissaria agli affari interni, Cecilia Malmstrom, ricordando che proprio ieri la commissaria ha avuto "un colloquio telefonico con Maroni". Proprio in occasione di questo colloquio si è detta "pienamente cosciente della situazione eccezionale che si sta vivendo in Italia".

Continuano gli sbarchi in Sicilia Non si arrestano gli sbarchi di immigrati a Lampedusa. Anche oggi il mare piatto e il sole favoriscono la traversata. Tra gli immigrati sbarcati, provenienti dalla Tunisia, anche numerose donne. "Per noi è diventato impossibile vivere là: violenze, rapimenti - spiegano - il Paese è allo sbando". Sulla banchina del molo Favaloro, sono centinaia gli immigrati che stazionano in attesa di essere comportati in diverse strutture di accoglienza per poi, come avvenuto in questi giorni, essere trasferiti altrove via aereo o nave. Il ministro degli Esteri Franco Frattini non nasconde la propria preoccupazione e invita Bruxelles a "fermare l’onda tunisina prima che si gonfi ancora".

Una situazione insostenibile A Lampedusa la situazione è al collasso. Sull'isola sicialia infatti sono presenti almeno 2.500 immigrati. "Il nostro governo ha decretato lo stato di emergenza ma non può bastare, dobbiamo mobilitare i paesi del mediterraneo che hanno navi aerei ed elicotteri", dice il capo della diplomazia italiana in un’intervista al Corriere della Sera augurandosi che entro dieci giorni la decisione sia presa. Dopo che il ministro Maroni ha incontrato il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis per fare il punto della situazione, il prefetto di Palermo e commissario straordinario per l’emergenza immigrati Giuseppe Caruso ha fatto riaprire il Centro di Lampedusa. Già nel primo pomeriggio i carabinieri hanno portato dentro gli immigrati nel Cie: ospiterà fino a 1.900 persone. La struttura era vuota dal 2009. "Abbiamo provveduto a sistemare provvisoriamente nel centro - dice l’assessore Giovanni Sparma - chi ancora non aveva un tetto. Il problema è se ora arriveranno altri immigrati".