Norvegia sotto choc: 92 mortiBreivik ha confessato la strage

Un'autobomba e un assalto al convegno del partito laburista. Sette i morti a Oslo e 85 quelli di Utoya. Altre venti persone sono in fin di vita. Salta la pista islamica. Dopo il blitz a Utoya, la polizia ha fermato un giovane legato ai partiti di estrema destra: si chiama Anders Behring Breivik. Forse non ha agito da solo. Fermato un uomo armato davanti all'hotel del premier. Intanto Sky Fox News: nuovo allarme bomba a Oslo. La polizia ha evacuato l’area intorno a Solli Plass, una piazza della capitale norvegese. Secondo quanto riferisce il tabloid VG, le forze dell’ordine si sono attivate per la presenza di un pacco sospetto lasciato da una persona nei pressi di un caffè. GUARDA le foto e i video. Il cordoglio della comunità internazionale

Oslo - Dopo la doppia strage, il Paese è sotto choc. Prima l'autobomba vicino ai palazzi del governo, con un bilancio di sette vittime, poi la sparatoria a Utoya, durante un meeting laburista, con un bilancio di 85 morti, per la gran parte giovani. In tutto fanno 91 persone morte (ma altre 20 persone sono in fin di vita). Uccise da quello che la polizia ha definito una persona sospettata sia dell’esplosione della bomba ieri nel centro di Oslo che per la sparatoria sull’isola di Utoya. Al momento è l'unico fermato, ma la polizia norvegese sta verificando i racconti di alcuni testimoni che hanno riferito di un secondo uomo, che non indossava un’uniforme della polizia, presente sull’isola di Utoya, e che potrebbe essere coinvolto nell’attacco. Lo riferiscono i media norvegesi. Una telecamera lo avrebbe ripreso nel luogo della strage a Utoya con indosso una divisa da poliziotto. Un ufficiale della polizia norvegese ha fatto sapere che almeno un ordigno non esploso è stato trovato nel campo estivo sull'isola Utoya, dove ieri pomeriggio un uomo ha aperto il fuoco sulla folla durante un campo estivo del Partito laburista norvegese. L'ufficiale, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha riferito che una squadra di artificieri della polizia sta lavorando insieme a esperti militari per disinnescare l'ordigno.

Uomo armato davanti all'hotel del premier Oggi un uomo con un coltello in mano è stato arrestato davanti all’hotel dove il premier norvegese Jens Stoltenberg alloggia vicino a Utoya. Stoltenberg è appena arrivato nell’isola dove si è compiuta ieri la strage per un sopralluogo.  

Allarme bomba Continua il terrore. Secondo Sky Fox News sarebbe stato lanciato l'allarme per la presenza di una bomba nella capitale norvegese. La polizia ha evacuato l’area intorno a Solli Plass, una piazza della capitale norvegese. Secondo quanto riferisce il tabloid VG, le forze dell’ordine si sono attivate per la presenza di un pacco sospetto lasciato da una persona nei pressi di un caffè.  

La confessione L’uomo arrestato sull’isola di Utoya ha confessato di aver sparato contro i giovani presenti al campo estivo laburista, ma non ha spiegato i motivi del suo gesto. Lo ha reso noto la polizia norvegese, speigando che al momento della cattura il sospetto aveva con sè due armi da fuoco, una delle quali automatica. La polizia ha parlato di interrogatorio «difficile» anche se il sospetto si è mostrato disposto a parlare. Lunedì verrà portato davanti al giudice. I media norvegesi hanno identificato l’arrestato come Anders Behring Breivik, 32 anni. 

La dinamica dell'attacco Anders Breivik, 32 anni, è ritenuto responsabile di entrambi gli attacchi messi a segno ieri a Oslo e nell’isola di Utoya, costati la vita a 91 persone. Ieri alcuni testimoni avevano riferito di aver visto nel centro di Oslo, poco prima dell’esplosione, un uomo che corrispondeva alla descrizione di Breivik. Oggi la polizia ha riferito di "aver ragione di ritenerlo responsabile dei due episodi". Se ancora non è chiara la dinamica dell’attentato nel cuore della capitale norvegese, costato la vita a sette persone, i sopravvissuti alla carneficina di Utoya hanno invece raccontato come Breivik sia riuscito a uccidere tanti ragazzi, riuniti sull’isola per un campo estivo del partito laburista. Vestito da agente di polizia, "è sceso dalla macchina e ha mostrato i documenti. Ha detto che era stato mandato per controllare le misure di sicurezza, che era un controllo di routine dopo l’attacco terroristico di Oslo", ha raccontato una delle guardie del campo, Simen Mortensen, al quotidiano norvegese Verdens Gang. Breivik è quindi andato tra i ragazzi e ha fatto loro cenno di avvicinarsi, aprendo poi il fuoco. Alcuni sopravvissuti hanno raccontato di essersi avvicinati a Breivik perché rassicurati dalla sua uniforme e di essere corsi da lui a un suo cenno.

"Sparava alla testa" Un testimone, Dana Berzingi, ha dichiarato che diversi ragazzi "fingevano di essere morti per sopravvivere", ma dopo averli colpiti una prima volta, l’uomo sparava loro alla testa per assicurarsi che fossero morti. «Ho perso tanti amici», ha aggiunto Berzingi. Un’altra testimone, Elise, 15 anni, ha raccontato che l’uomo ha aperto il fuoco anche contro quelli che avevano cercato di mettersi in salvo tuffandosi in acqua. Breivik è stato arrestato sull’isola e il suo appartamento a Oslo è stato perquisito. Stando alle prime informazioni diffuse dalle autorità, sarebbe vicino agli ambienti dell’estrema destra xenofoba. Breivik lavora in un’impresa agricola a Rena, nella zona orientale della Norvegia, e questo potrebbe avergli consentito di maneggiare grandi quantitativi di fertilizzante, usato spesso per fabbricare ordigni esplosivi. Gli inquirenti norvegesi stanno ancora cercando di identificare il tipo di esplosivo usato a Oslo. 

"Peggior tragedia della Seconda Guerra" Il premier norvegese Jens Stoltenberg ha definito una "tragedia nazionale" gli attacchi di ieri. "Mai, dopo la Seconda guerra mondiale, il nostro paese è stato colpito da un crimine di simile entità", ha dichiarato Stoltenberg in conferenza stampa, all’indomani della strage a Oslo e nell’isola di Utoya, nelle quali hanno perso la vita 87 persone. "È un incubo", ha aggiunto il leader laburista evocando "la paura, il sangue e la morte" negli occhi dei ragazzi che partepivano al campus estivo della gioventù laburista. Oggi, ha fatto sapere Stoltenberg, tutte le bandiere del paese saranno a mezz’asta.  

Chi è l'attentore di Utoya Secondo i media locali l'attentatore di Utoya sarebbeLegato ad ambienti dell’estrema destra e con forti sentimenti anti-islamici: questi i tratti distintivi che cominciano a emergere sul 32enne norvegese autore della carneficina compiuta venerdì in Norvegia. Secondo i media locali, l’uomo è un norvegese biondo, con gli azzurri e molto alto che si chiama Anders Behring Breivik. Gli elementi postati su internet dall’arrestato suggeriscono che «ha alcuni tratti politici che si appoggiano alla destra e che è anti-musulmano, ma è troppo presto per dire se questa sia stata la ragione del suo gesto», ha spiegato il commissario di polizia, Sveinung Sponheim. Secondo la stampa locale, l’uomo era vicino ai circoli dell’estrema destra norvegese e possedeva diverse armi registrate a suo nome, tra cui un fucile automatico.

Nel suo profilo su Facebook, che è stato chiuso, l’uomo si descrive come «conservatore», «cristiano», celibe, appassionato di caccia e di videgames come «World of Warcraft» e «modern Warfare 2». Sul suo profilo di Twitter, un solo messaggio inviato il 17 luglio in cui riportava approssimativamente una citazione del filosofo John Stuart Mill: «Una persona convinta ha tanta forza come 100mila persone che hanno solo interessi». I suoi scritti sul sito www.document.no testimoniano una visione nazionalista e l’ostilitaà a una società multiculturale; ma secondo la tv pubblica NRK, l’uomo aveva anche preso le distanze dal neonazismo. Nella notte, la polizia ha perquisito tanto l’appartamento in cui aveva a lungo vissuto nella zona occidentale di Oslo, che la sua nuova abitazione vicino Rena, a nord della capitale. Secondo il suo profilo Facebook, Anders Behring Breivik era direttore di Breivik Geofarm, un’azienda agricola biologica che probabilmente gli ha dato accesso alle sostanze chimiche fertilizzanti con cui poi ha fabbricato gli ordigni esplosivi. Le sue dichiarazioni dei redditi, che in Norvegia si possono consultare liberamente, mostrano che non aveva avuto reddito per l’anno 2009 e che, anche negli anni precedenti, aveva denunciato importi estremamente bassi.