«La nostra identità va difesa sempre»

La presentazione del libro di Alexander Del Valle «Verdi, rossi, neri. La convergenza degli estremismi antioccidentali: islamismo, comunismo, neonazismo» avvenuta qualche sera fa e moderata da Antonia Ronchei, è stata molto interessante e istruttiva.
In due modi l’islam ci sta stringendo d’assedio. Da una parte con la violenza e l’intimidazione, il terrorismo e i kamikaze. Ma dall’altra, in modo ancora più subdolo e pericoloso, con la propaganda, l’appeasement e «con gli uteri». L'Italia sta sperimentando oggi quel che è già avvenuto in altri paesi europei come l’Olanda, l’Inghilterra e la Francia. Invece di imparare dai loro errori si appresta a ripeterli perché si rifiuta di vederli e di evitarli.
Alexander Del Valle ha spiegato che di questo passo faremo la fine dell’Olanda, dove gli islamici sono la maggioranza (il sindaco di Rotterdam è islamico) e hanno intimidito a tal punto gli olandesi veri da spingerli ad emigrare in massa in Canada e negli Stati Uniti. In questo contesto Genova (che, non dimentichiamolo, è stata uno degli incubatori del terrorismo delle Brigate Rosse) è un banco di prova. Una delle questioni principali - ma non la sola - è la costruzione della moschea, di cui ci si ostina a negare il valore simbolico di colonizzazione culturale, col pretesto di una «libertà di preghiera» che nessuno contesterebbe se non facesse da paravento a ben altro.
Cornigliano, Coronata e Lagaccio sono i quartieri in cui si è tentato d’imporre la moschea mettendoli davanti al fatto compiuto di delibere comunali calate dall’alto. Rixi ha spiegato molto bene che la popolazione si rende perfettamente conto dei pericoli e teme le moschee, perché spesso diventano centri di reclutamento e propaganda dell’integralismo e terrorismo islamico. Negli ultimi anni proprio nella moschea di Genova sono stati individuati reclutatori di terroristi, ma ben poco è stato detto sui giornali, come ha ricordato Fiorella Merello che nel centro storico vive e vede da vicino queste cose. I politici, invece, non hanno capito nulla del pericolo imminente che ci sovrasta - o forse fanno finta di non capire. Lo stesso vale per le gerarchie ecclesiastiche che in nome di un buonismo miope e di un’utopistica radice comune delle tre religioni monoteiste aprirebbero le porte a chiunque.
Bisogna ritrovare l’orgoglio e l’amore per la nosta cultura e la nostra civiltà che sono l’unica vera difesa da questa subdola colonizzazione «culturale» aliena. Il Giornale potrebbe promuovere fra i suoi lettori una discussione su come farlo veramente.