«La nostra salute? Una questione di ormoni»

«Abbiamo bisogno dell'aiuto del medico di base per limitare la diffusione delle patologie metaboliche, vera epidemia del millennio». È l'allarme dell'Associazione Medici Endocrinologi (Ame) riuniti oggi e domani in un Congresso alla Fiera di Milano per promuovere un confronto tra endocrinologi, medici di medicina generale e pazienti. «Gli ormoni hanno un ruolo determinante non solo per la nostra salute, ma addirittura per la nostra sopravvivenza. Spesso dietro al nostro malessere o ai nostri problemi di salute si nasconde uno squilibrio ormonale».
Il dottor Renato Crozzi del comitato scientifico dell'Ame è molto preoccupato. «La scienza è in continua evoluzione, ma in Italia è ancora diffusa la mentalità della medicina di vecchio stampo. Si sottopongono i pazienti ad ogni genere di esami, ma molto raramente si controllano gli ormoni».
L'endocrinologia è in grado di garantire una migliore qualità di vita?
«Il ruolo degli ormoni è fondamentale per la nostra salute e il controllo del loro equilibrio potrebbe evitare moltissime malattie. Le patologie legate agli squilibri ormonali sono in continuo aumento e il numero di endocrinologi in Italia non è sufficiente per far fronte a una quantità di pazienti così elevata. Ecco perché durante il Congresso un incontro faccia a faccia tra specialisti endocrinologi, associazioni dei pazienti e Medici di Medicina Generale, cercherà di creare le basi per un modello di “gestione integrata” del paziente con patologie endocrine».
Forse la parola ormone crea diffidenza.
«Senza dubbio l'uso inappropriato e scorretto degli ormoni ha creato sospetto e timore. Il problema principale però è la mancanza di collaborazione tra endocrinologi, specialisti, soprattutto ginecologi e medici di base, i quali sottopongono molto raramente i loro pazienti ai controlli ormonali. La stragrande maggioranza delle malattie dei nostri giorni nascondono uno squilibrio di questo delicatissimo e importantissimo sistema. Per esempio quando un paziente presenta sbalzi d'umore improvvisi, stanchezza o tristezza, uno dei più evidenti sintomi dello squilibrio ormonale, gli viene consigliata la visita psichiatrica e quasi mai il controllo endocrinologico. Questo avviene anche per le cosiddette malattie del benessere come diabete o i problemi cardiovascolari. Lasciare per troppo tempo una persona in uno stato di deficit endocrino è molto pericoloso».
Ogni quanto bisognerebbe sottoporsi al controllo ormonale?
«Ognuno dovrebbe essere a conoscenza della propria situazione e l'equilibrio ormonale dovrebbe essere mantenuto per tutta la vita. Purtroppo spesso la diagnostica viene fatta solo in fase clinica e cioè quando si presentano i primi problemi. Le patologie endocrino-metaboliche il diabete, il nodulo tiroideo, l'osteoporosi e tutte le altre- sono infatti patologie “silenti”, e per lo più il percorso diagnostico che dal medico di famiglia conduce il paziente all'endocrinologo è tortuoso e lungo, e non prevede un'attività di diagnosi precoce e di prevenzione dei sintomi “spia”».
Il ruolo del medico di base è fondamentale.
«Quando il Medico di famiglia è competente sugli screening di primo livello da prescrivere al proprio assistito si risparmia tempo e si evitano esami inutili, con conseguente diminuzione dei costi per visite specialistiche ed esami strumentali, miglioramento in termini di tempestività ed efficacia dell'intervento sanitario nonché riduzione dell'ansia “da attesa” che tanto pesa per il paziente e la sua famiglia».
Quale dovrebbe essere il metodo più rigoroso per stabilire uno squilibrio endocrino?
Il rilievo di fastidi e disturbi fisici causati dalla carenza ormonale; gli esami del sangue e delle urine eseguiti nell'arco di 12-24 ore; la valutazione della situazione in base all'età; la collaborazione del medico e dei laboratori di analisi.
Quali sono i principali campanelli di allarme dello squilibrio?
«Qualsiasi problema di salute o alterazione delle funzioni del nostro organismo può nascondere un problema ormonale, per esempio nell'uomo una qualità di vita scadente è il segno di un basso livello di testosterone, ma ci sono sintomi evidenti e uguali per tutti: diminuzione dell'attività sessuale, atrofia dei muscoli, fragilità ossea, diminuzione della memoria, variazione d'umore prima sconosciute, deficit della prostata, stanchezza. Quando i segni si radunano, è importante mettersi in moto, don dimenticando che lo squilibrio ormonale può attaccare tutti in qualsiasi momento della vita, anche i bambini».