Novara, lezioni troppo hard ai bimbi Genitori delle elementari in rivolta

Alle domande degli alunni, l’insegnante avrebbe risposto con
spiegazioni troppo esplicite. Tra gli argomenti affrontati anche
autoerotismo e rapporti sadomaso. Le famiglie: "Allontanatela"

Affrontare, già alle elementari, il tema dell’educazione sessuale non è sbagliato. I programmi ministeriali la definiscono «guida all’affettività»: un percorso lungo il quale è giusto che vengano avviati anche i più piccoli; a patto però che gli insegnanti siano sensibili, preparati e usino i toni giusti. Tutte caratteristiche che una maestra della scuola «Bollini» di Novara ha mostrato di non avere. Così almeno sostengono i genitori dei suoi alunni, rimasti profondamente turbati da spiegazioni «troppo spinte» che avrebbero perfino affrontato argomenti come «masturbazione, rapporti orali e pratiche sadomaso». Temi (e terminologie) sicuramente non adeguati per bambini di appena 10-11 anni.
«Questa maestra deve essere tenuta lontana dai nostri figli, è assurdo che abbia parlato in classe di piercing sui genitali, frustini e manette...», protestano all’unisono mamme e papà.

«Credo - commenta il dirigente scolastico Vincenzo Guarino - che la maestra abbia commesso una grave ingenuità. Non ha saputo capire che linguaggi e argomenti di un certo tipo possono essere usati nei confronti di ragazzi di terza media e non con alunni di quinta. È vero che ha risposto a domande che le sono state avanzate ma c’è modo e modo di interloquire. Ora le ho chiesto una relazione scritta e poi valuteremo».

La maestra si è difesa sostenendo di avere seguito le direttive impartite a suo tempo da un corso per insegnanti sull’educazione sessuale: rispondere alle domande per non creare ulteriori morbosità. Verissimo, ma da qui a parlare di rapporti orali e sadomaso ce ne corre...

La maestra sotto accusa, che ieri non era a scuola, tiene il suo corso nelle quinte delle tre sezioni dell’istituto, ma soltanto i genitori di una classe hanno denunciato le discutibili modalità didattiche della docente. «Non volevamo crederci - spiegano i genitori a proposito dei racconti fatti dai bambini -. C’è stata una serie di telefonate, al termine delle quali abbiamo avuto purtroppo la conferma di quanto era accaduto». L’insegnante, di fronte alle proteste della rappresentante di classe, si è resa conto che forse era «andata oltre» ed è scoppiata in lacrime. Per lei, l’educazione sessuale, è meglio che resti una materia-tabù.