Non capisco perché qualcuno vorrebbe sfiduciare il ministro allAmbiente. Innanzitutto è bello. Bello come il sole. E Dio sa quanto il governo abbia bisogno di ogni appiglio per tenersi in piedi; anche, perché no?, la bellezza di uno dei suoi ministri. Il quale, poi, ispira anche una naturale simpatia: ride sempre. Perfino ai funerali, che non è né poco né da tutti. Bello come il sole e ride, dunque. Il che ci porta alla terza ragione perché debba stare al suo posto: è, egli, la coerenza in persona; e coerente come nessunaltra persona. Al punto da incarnare in sé quelletereo simbolo del profondo pensiero Verde. Averlo chiamato il solo-che-ride o il sòla-che-ride è stata una facile ironia che non rende giustizia del reale potenziale delluomo. Egli è proprio il sole-che-ride, il verbo Verde fatto uomo. E forse non solo: per pari opportunità, naturalmente; una squisita attenzione, questa, tanto rara quanto meritevole di essere aggiunta allelenco delle ragioni per cui è di importanza vitale averlo ancora tra noi.
Il quinto punto è che egli è generosissimo. Come dimenticare quando si adoperava affinché diventasse inevitabile lelargizione di decine di miliardi di euro per le bonifiche da inquinamento elettromagnetico! Sesto: è un carattere perseverante, rara qualità in un mondo, quello di oggi, di smidollati bamboccioni. Il rammarico di non vedere beneficati i guardiani dellelettrosmog non lo ha fatto cadere nello sconforto. Chiunque altro ne avrebbe sofferto. Lui no. Forte come una roccia, ha sùbito trovato altri da beneficare: i produttori e i commercianti di pannelli fotovoltaici (FV). Pare che si sia posto lobiettivo di farci produrre col FV l1% dellenergia elettrica che ci serve: almeno 20 miliardi di euri in pannelli FV installati. E, per favore, non obiettate che con meno di 4 miliardi un solo reattore nucleare produrrebbe più del 3% dellenergia elettrica che ci serve. Innanzitutto, l1% dellenergia è notoriamente meglio del 3%: lenergia è un bene prezioso, va risparmiata e meno ce nè meglio è. Anzi, forse anche l1% è troppo, e se fosse lo 0% sarebbe meglio. Infine, lo diceva anche mia nonna, che quanto a saggezza era imbattibile: chi poco spende molto spende.
Settimo e ottavo: sa scegliere i suoi uomini e ha coraggio. Ad esempio, al vertice dellAgenzia per la protezione dellambiente ha messo un avvocato amministrativista (lo stesso individuo che aveva messo ai vertici dellIstituto nazionale di ricerca sugli alimenti e sulla nutrizione). Ma perché un avvocato - direte voi - che ci azzecca? Chissà, forse per vedere leffetto che fa. E un belleffetto lo fece quando, alla conferenza nazionale sul clima organizzata da questo esperto di diritto amministrativo, ci accorgemmo che i tre quarti dei conferenzieri invitati non sapevano sillabare la parola «clima». Così come, tanto per dare un altro esempio, avendo da sistemare un verde a capo di una provincia italiana, quale si andò a scegliere? Ma quella di Napoli, naturalmente: con un verde alla guida, non ci sarebbero stati rischi di problemi ambientali; e, ci fosse mai stato un qualche improbabile problema, i verdi sarebbero stati già sul posto ad affrontarlo come solo essi sanno fare. Nono: il ministro ha immaginazione e fantasia e con lui non ci annoia mai. Basti pensare a quando annunciò urbi et orbi che la crescita delle temperature era in Italia quadrupla rispetto che nel resto del mondo.
Insomma: il ministro allAmbiente è bello, simpatico, coerente, attento alle pari opportunità, generoso, perseverante, oculato, coraggioso e fantasioso.
Le nove ragioni del Sòla che ride
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