Nozze gay, il no dell’Italia «Minacciano la famiglia»

Ricerca di mercato dell’Apcom: il 65 per cento degli intervistati è contrario. E la percentuale sale sulle adozioni: ben tre persone su 4 non le accettano

da Roma

Matrimoni fra gay? La maggioranza degli italiani dice no. Per nulla influenzata dall’esempio della vicina Spagna, dove le nozze fra omosessuali sono appena state legittimate grazie a una legge fortemente voluta dal premier Zapatero. Ancora più alta la percentuale di italiani che respinge l’idea di permettere alle coppie dello stesso sesso l’adozione. Sono questi i risultati di un sondaggio di Apcom Ipsos, condotto su un campione di 958 persone. Tra gli intervistati il 65 per cento ha detto no all’ipotesi del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Ben il 74 per cento poi è contrario al via libera all’adozione, anche se c’è una piccola percentuale, il 5 per cento, che ammetterebbe l’adozione nel caso si trattasse di una coppia di due donne.
Perché gli italiani sono contrari ai matrimoni gay? La motivazione principale non consegue da un giudizio di carattere morale sulle scelte individuali ma piuttosto dalla condivisione di una sorta di etica sociale. Una legge come quella spagnola «minaccerebbe il concetto di famiglia naturale, basata sull’unione di due persone di sesso diverso» è la spiegazione fornita dai contrari. Il timore è quello di una disgregazione sociale per il 48 per cento degli intervistati che raggiunge il 55 per cento fra anziani, pensionati e residenti nel meridione. Il giudizio negativo non sembra dipendere da una condanna dell’omosessualità come scelta sessuale ed infatti soltanto il 6 per cento degli intervistati la considera «un comportamento deviante che non va in nessun modo legittimato».
Ancora più categorico il no sulle adozioni: il 74 per cento degli intervistati è infatti contrario. Soltanto il 18 invece è favorevole. La percentuale sale al 27 per cento se si prendono in considerazione impiegati, insegnanti ed elettori di centrosinistra. La percentuale dei contrari sale invece tra i pensionati, le casalinghe e le persone con la licenza elementare. Agli intervistati poi è stato chiesto se ritengano che in caso di vincita alle elezioni l’Unione debba affrontare il problema in Parlamento. In questo caso il 57 per cento ha risposto sì. E la percentuale sale al 73 se si prendono in considerazione soltanto quelli che si definiscono elettori del centrosinistra. Per il 35 per cento infine sarebbe meglio non affrontare l’argomento.
In effetti in Parlamento sono state presentate diverse proposte in questo senso ma nessuna riguarda il matrimonio. Quello di cui si parla da tempo anche in Italia è se sia giusto o meno riconoscere alle coppie conviventi diritti giuridici ed economici, ad esempio riguardo alla successione o alla reversibilità della pensione. Tutte le proposte di legge infatti parlano di Pacs, ovvero i Patti civili di solidarietà già in vigore in Francia. Su questa formula già adesso in Parlamento esiste un’ampia maggioranza trasversale che vede schierata una parte di Forza Italia e anche di An al fianco di socialisti, diessini, verdi e comunisti. Assolutamente contrari invece la Lega ed i cattolici di entrambi gli schieramenti.