A nuoto in Antartide La sfida dell’uomo che non sente il freddo

L’inglese Pugh resterà per 22 minuti nell’acqua a zero gradi. Nessuno l’ha mai fatto: per gli «umani» sarebbe morte certa

Lorenzo Amuso

da Londra

Lewis Gordon Pugh sfida l’impossibile. Questo inglese un po’ pazzo sarà il primo uomo a nuotare nell’Antartide. Finora non c’ha mai provato nessuno. Per un semplice motivo: si rischia la vita. Normalmente, infatti, se ci si immerge nell'acqua a zero gradi per due minuti, la morte per assideramento è praticamente certa. Ma non per Pugh, un britannico con una resistenza straordinaria al freddo, già oggetto di studi, che nuoterà per un chilometro nelle acque dell'Antartide (che è ancora liquida a 0 gradi, perché l'acqua salata gela a -1,8 gradi), per stabilire un record di resistenza. La nuotata dovrebbe durare circa 22 minuti.
L'impresa - che sarà la nuotata più a sud mai fatta da un essere umano - è patrocinata dall’istituto di Scienza dello sport del Sudafrica e farà di Pugh un caso unico: sarà infatti l'unica persona ad aver mai nuotato in Artide ed Antartide. Quattro mesi fa, infatti, lo stesso Lewis stabilì il record della nuotata più settentrionale della storia, quando è stato in acqua per un chilometro a Verglegenhuke, 1.100 chilometri dal polo Nord. Praticamente sulla calotta, dove nessun essere umano aveva mai messo un piede in acqua. In precedenza aveva nuotato per 204 km in un fiordo norvegese guadagnandosi il titolo di «orso dei ghiacci» sulla stampa locale.
In Antartide si immergerà vicino alla base ucraina di Vernadsky, sulla penisola antartica. Trentacinque anni, Pugh si allena immergendosi in vasche piene di ghiaccio. Per un fenomeno ancora inspiegato, di cui ha parlato anche la rivista Lancet, quando Pugh vede acqua ghiacciata la sua temperatura corporea sale a 38 gradi: durante la nuotata in Artico, i medici che lo seguivano hanno registrato un calo di un grado nella sua temperatura ogni 10 minuti passati in acqua, il che gli ha consentito di non congelare.
Prima di partire per l’Antartide, Pugh ha parlato con un gruppo di giornalisti: «Spero che questo mio tentativo, possa aiutare la scienza a trovare i sistemi per permettere all’uomo di affrontare traversate ai poli a nuoto. L’era classica di camminare al Polo Sud è finita, adesso si può aprire un’altra strada verso l’estremo». Per allenarsi in Sudafrica, il nuotatore spericolato ha chiesto aiuto a un gruppo di amici che, mentre lui si immergeva in una vasca, lanciavano in acqua molta neve e lastre di ghiaccio per far raffreddare il più possibile il mare artificiale e farlo avvicinare alle condizioni dell’Antartide. Prima aveva fatto un altro tipo di preparazione: si piazzava su una bicicletta e restava fermo fino a quando, grazie a un sistema di raffreddamento gigante, la temperatura raggiungeva livelli bassissimi, fino ai 35 gradi sotto zero. Restava immobile fino a quando non ce la faceva più.
La prima impresa della vita, Lewis l’ha compiuta a 22 anni nel 1992, quando nuotò nella Manica inglese. «Ma tutto quello che ho fatto fino a oggi non è lontanamente paragonabile a quello che sto per fare adesso. Paura? No, paura no. Però è una “missione” difficile. Oltre al rischio di congelamento, bisognerà evitare altri pericoli legati agli animali e i blocchi di ghiaccio che vagano per i mari dell’Antartide».