La «nuova» Chiesa del Gesù

La cupola della chiesa del Gesù si «illumina» di luce nuova con il restauro del grande affresco celebrativo della «Gloria del Nome di Gesù».
Con la conclusione della prima fase del restauro, viene così restituito alla città, nel suo rinnovato splendore, uno degli edifici religiosi più importanti. I lavori che hanno riportato a nuova luce gli affreschi interni, il tamburo e il lanternino della cupola, sono stati realizzati grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e al sostegno della Compagnia di San Paolo che ha stanziato 375mila euro su un un importo totale di 700mila euro. Il ciclo pittorico, attribuito a Giovanni Carlone, aveva subito nel tempo danni causati da infiltrazioni di umido e, anche a causa di ritocchi poco felici, necessitava già da tempo di un consistente intervento di recupero, sulla base di un progetto in grado di coinvolgere anche l'esterno, per evitare nuove infiltrazioni e ulteriori deterioramenti. I lavori effettuati hanno dunque riguardato i tre cerchi concentrici di affreschi che si concludono con il trionfo del nome di Gesù nel monogramma «Ihs» all'interno del cupolino: nel primo cerchio sono raffigurati la chiesa militante, le anime purganti, l'evangelizzazione e i dannati custoditi dal demonio; nel secondo la Vergine Assunta circondata dal coro dei beati e dei santi, mentre nel terzo sono rappresentati i cori angelici.
«Abbiamo finanziato il progetto per l'importo richiesto - dichiara Lorenzo Caselli, della Compagnia di San Paolo -, perché l'opera è talmente valida che necessitava un supporto completo. Genova ha bisogno del porto, delle industrie ma anche della sua cultura e del suo patrimonio storico, artistico e architettonico che deve essere tutelato e difeso. Quando si comprenderà l'importanza di questo trinomio Genova diventerà ancora più grande».
All'illuminazione interna ci ha pensato poi Enel Sole, che ha studiato per l'occasione un sistema in grado di valorizzare la struttura interna della cupola, con i suoi affreschi e decori, rispettando gli orientamenti della Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria. Un gioco di luci dunque che permette di comporre differenti scenografie, illuminando indipendentemente le statue, la cupola, la lanterna o tutto il complesso all'insegna anche del risparmio energetico. «Mai come in questa circostanza l'aspetto artistico incontra l'aspetto religioso - spiega padre Pietro Millefiorini, rettore della chiesa del Gesù -. Arte che diventa espressione della nostra spiritualità. Esprimo gratitudine e soddisfazione per il recupero di quest'opera».