La nuova Wanna Marchi, tra brioches e caffè "Tutto quello che voglio è essere dimenticata"

Ora che si divide tra il carcere a Bollate e il bar del compagno della figlia, Wanna vorrebbe ricominciare da capo, lasciandosi alle spalle il passato da aggressiva tele-imbonitrice e iniziare una vita nuova, lontana dall'attenzione mediatica

Milano - La fa facile Wanna Marchi. L'imbonitrice dal nome più noto del reame, che ora alterna i periodi di prigionia a turni giornalieri di lavoro al bar La Malmaison Cafè, di proprietà di Davide Lacerenza, il compagno della figlia, "vorrebbe solo essere dimenticata".

Un favore difficile da chiedere, ancora di più da ottenere, visto e considerato che basta un nulla, una foto che la ritrae dietro il bancone di un bar in zona Centrale, per dare il là a un clamoroso ritorno di fama mediatica, suggellato - per l'appunto - dalle dichiarazioni alla stampa e dal considerevole ritorno di pubblico - si suppone - per il locale di via Napo Torriano 15.

Da mattina fino a sera - sabato compreso - Wanna è impegnata al bancone, a star dietro alle richieste dei clienti, bancone, cassa e poi il ritorno in carcere a Bollate. Il passaggio da imbonitrice a cameriera part time è solo una delle novità nella vita della Marchi, che ora segue anche dei corsi in carcere e prova a dipingere, tanto la galleria a disposizione ce l'ha già e i capolavori finiscono poi - alcuni, per carità - sulle pareti del Cafè in cui lavora.

Insomma, l'aggressiva spacciatrice di prodigi si è trasformata in una mite pittrice e cameriera, con una metaforfosi degna del miglior trasformista e priva di malizia. Anche se da qui a dimenticare il suo passato, forse ne va ancora.