Nuovo partito, l'Udc si divide

Chiusura alla proposta del Cavaliere da parte di Cesa, segretario dei centristi: "Non c'eravamo e non ci siamo, ma bene l'apertura sulla legge elettorale". Giovanardi, però, si dice favorevole

Roma - Per il Partito del Popolo di Berlusconi l’Udc "non c’è e non c’era neanche prima". Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ribadisce il no del suo partito alla nuova formazione annunciata da Berlusconi, ma plaude all’apertura dell’ex premier "a una nuova fase chiedendo anche lui, coma noi facciamo da un anno la riforma della legge elettorale nel senso che noi volevamo: il sistema tedesco, si apre una nuova fase nel paese". Quanto al partito del popolo di Berlusconi, Cesa non vede grandi cambiamenti: "Chiamare un partito Fi o partito del Popolo delle libertà non cambia, il leader resta sempre lui". Quanto infine al timore che il nuovo partito possa erodere consensi ai centristi, Cesa afferma: "Ognuno ha la sua storia. A noi - ribadisce - interessa il rafforzamento nel centrodestra dell’area moderata che si ispira ai principi ed ai valori del Ppe".

Giovanardi favorevole "Siamo assolutamente interessati al progetto di Berlusconi. A Casini e all’Udc dico: dobbiamo essere i co-protagonisti della fondazione di questa nuova formazione. Fini guida un partito di destra e fa le sue scelte, ma se si crea il partito popolare in Italia, una forza con almeno il 30% dei consensi, non capisco che senso avrebbe l’esistenza dell’Udc con il suo 4-6%". Carlo Giovanardi mostra grande interesse per la sfida lanciata da Berlusconi e non esclude che possa servire un nuovo congresso dei centristi per ratificare l’adesione alla nuova formazione: "Certamente, ci possono essere dei passaggi statutari". E se Casini non aderisse all’iniziativa, è ipotizzabile una scissione nell’Udc? Giovanardi non risponde direttamente, ma ricorda come "in un sondaggio sono proprio gli elettori dell’Udc a chiedere più di tutti l’unità delle forze di centrodestra".