Un nuovo socio per Tiscali? La Borsa ci crede

da Milano

Tiscali potrebbe convolare a nozze entro due anni. Mercoledì scorso l’amministratore delegato, Tommaso Pompei l’aveva previsto dalle colonne del Financial Times e ieri nell’ultimo giorno di trattazione dei diritti per partecipare all’aumento di capitale da 150 milioni di euro, Piazza Affari ha iniziato a scommetterci.
L’internet provider in Borsa ha messo a segno un guadagno del 6,5% a 1,37 euro. Altissimi i volumi, in una giornata è passato di mano più dell’11% del capitale, dieci volte la media dell’ultimo mese. Segno che qualcosa all’interno della compagine azionaria si sta muovendo. Il primo azionista della società è il presidente della regione Sardegna, Renato Soru, che ha già annunciato di voler fare la sua parte, sottoscrivendo il 25% del capitale per mantenere invariata la partecipazione. Senza andare troppo indietro nel tempo, già lo scorso dicembre la M&C di De Benedetti ha messo un primo piede in Tiscali sottoscrivendo 60 milioni di obbligazioni convertibili.
«La scadenza dei diritti è l’occasione giusta per un nuovo socio di farsi avanti ottenendo un prezzo interessante - spiega l’analista di una primaria sim milanese - soprattutto quando il prezzo dell’aumento di capitale è a forte sconto rispetto alle quotazioni». Tiscali il 10 gennaio scorso ha annunciato l’emissione di 150 milioni di azioni al valore nominale di un euro quando il titolo in Borsa chiudeva a 1,6. Uno sconto «amichevole» l’aveva definito Pompei, e l’obiettivo era chiaro: ingolosire nuovi soci.
Al di là dei tecnicismi di Piazza Affari a rendere attraente il gruppo sono diversi fattori. L’estate scorsa dopo l’acquisizione per 270 milioni di euro dell’inglese Pipex, Tiscali Uk è diventato il quarto operatore britannico con una quota di mercato del 15% in Inghilterra. Tiscali, ancora, si porta in dote 500 milioni di euro di crediti fiscali. Si tratta di risorse che il gruppo non può ancora utilizzare, perché non ha raggiunto l’utile ma che farebbero gola a un possibile acquirente.
L’ultimo caratteristica a rendere attraente Tiscali sono le dimensioni. Il gruppo con una capitalizzazione di 550 milioni di euro è la «cenerentola» del mercato, soprattutto in Italia. Malgrado sia il quarto operatore a banda larga, Tiscali ha solo il 5% del mercato. Il piccolo Internet provider è circondato da colossi come Telecom Italia, Vodafone che lo scorso ottobre ha acquistato Tele2 Italia, e SwissComm che controlla Fastweb. «Quest’anno saremo al 100 per cento concentrati sui risultati, ma siamo preparati a reagire se si dovesse prospettare un consolidamento del mercato», ricordava Pompei nei giorni scorsi.