Il nuovo stile «urban-chic» di LIST rilegge la moda degli anni '60 e '70

Dopo 20 anni di pronto-moda made in Rome, il brand presenta la prima linea programmata della maison: "Collezione Privata"

Il brand List volta pagina, si rinnova e, dopo 20 anni di pronto-moda made in Rome, presenta la prima linea programmata della maison: «Collezione Privata».

Il fashion group guidato dal presidente Ruben Dell'Ariccia e dall'amministratore delegato Giulio Moscati ha iniziato l'anno esponendo i modelli per l'autunno-inverno 2015-16 alla fiera internazionale Premium di Berlino.

E' un segnale importante per un marchio che, in controtendenza in questo periodo di crisi, si espande con un fatturato di 17 milioni di euro e oltre ai tanti in Italia, una quarantina di punti vendita nel mondo da Praga a Kuwait City, da Amman a Riga, da Baku a Guatemala City.

C'è aria d'innovazione in casa LIST e alla guida dell'ufficio stile arriva, accanto alle sarte e alle modiste ormai «di famiglia» perchè hanno visto nascere il marchio in un garage di piazza Vescovio, un giovane formatosi nella scuderia di Ennio Capasa a Costume National, Pasquale Marino.

Così, le linee, i volumi, i tessuti e le fantasie dell'ultima collezione sembrano guardare ad un pubblico più giovane e modaiolo di una volta.

«Questa collezione è nata da un progetto e da un'esigenza che maturavamo da tempo - spiegano Dell'Ariccia e Moscati - è stata pensata e maturata negli ultimi anni e lo sforzo creativo che l'ha generata crediamo sia stato il più genuino e pieno di forza degli ultimi tempi».

La novità, infatti, sta nel volto di LIST, diventato dinamico e pronto a confrontarsi con la grande moda prêt-à-porter.

Gli anni Sessanta e Settanta ispirano i modelli Urban-Chic, con linee pulite nellegonne longuette scamosciate, nelle chemise di morbida seta, nei pullover di lana tricot che si abbinano a gonne plissée in tulle.

Colori caldi, anche quando si tratta di ebano e di ghiaccio «metamerico» che cambia effetto con la luce, lane spinate dal sapore maschile e stampe foresta più romantiche e femminili.

I materiali di crêpe e lana si accostano a raso e jersey, i jeans sono trattati con spalmature che li rendono simili alla nappa, il misto-cashmere, il camoscio e il tecnico tessuto scuba vengono usati soprattutto per morbidi abiti a campana stampati.

L'eleganza del marchio vuole essere quella di uno street-wear radical-chic e si traduce anche negli accessori.

Sono soprattutto argento e canna di fucile, le borse e le clutch, le collane e le cinture con chiusure annodate, le scarpe decolleté rivisitate in chiave simmetrica e mixate con para di gomma, gli stivali alti e i sandali in camoscio da usare con pesanti calzini dilana.

Ci sono toni folk, colori pop e London style, nelle lunghe frange di pelle che arricchiscono giacche e cappottini, nei gilet, negli intarsi di pelliccia dei parka, nei pantaloni da jogging con una fila di strass nella lunghezza, nelle bretelle che diventano zaino.

Il must può individuarsi nelle T-shirt over-size limited-edition, con il nuovo logo List-Collezione Privata.

«Quello che ci interessava - spiegano i due imprenditori- erano le caratteristiche urbane e l'aspetto sofisticato che avevano le donne nel periodo tra gli Anni Sessanta e Settanta, ma riletto in chiave moderna ed, in alcuni casi, sportswear».