Odifreddi: I mercati non sono contenti? Monti dovrebbe rallegrarsene

Per il matematico, in tempi di crisi, l’utilizzo dei numeri e delle statistiche può essere abusato dai governanti per non far comprendere la vera realtà economica

Lei che è un matematico che idea si è fatto di questa crisi che è economica, quindi fatta di numeri, ma anche valoriale e sociale?
“Tutto dipende dagli indicatori che si scelgono per indicare la crisi. Quando sei mesi fa è scoppiata la crisi gli indicatori sono diventati lo spread rispetto ai titoli tedeschi oppure gli umori del mercato e da questo punto di vista io credo che una crisi ci sia”.

Ma…
“Ma io penso che questi indicatori non siano così significativi e non si debbano seguire così pedestremente”.

Una teoria controcorrente la sua…

“Secondo me, se i mercati non sono contenti di quello che uno stato fa c’è da rallegrarsi e non da preoccuparsi”.

Quindi Monti dovrebbe essere allegro?
“Non credo che si debbano seguire le misure di politica economica che questo governo sta seguendo perché sono misure che vengono prese all’esterno dell’Italia e del Parlamento e della volontà del popolo. Sono misure imposte dalla Bce, dal Fmi e dalle Borse. E sono una buona scusa per fare cose che non si potrebbero fare democraticamente”.

Per esempio?
“Monti ha annunciato che farà una grande svendita di beni pubblici. Ecco questo in altri momenti avrebbe suscitato rabbia e indignazione ma adesso con la scusa della crisi lo si farà, lo stesso vale per la riforma delle pensioni. La crisi è una grande occasione per una parte della società di fare grandi affari”.

Dove si nota invece una crisi etica, spirituale e valoriale?
“La mancanza di etica appartiene a coloro che la crisi prima la creano e poi la sfruttano”.

Lei studia i numeri. Numeri che hanno fatto un imperioso ingresso nel dibattito politico e che però spesso vengono usati magari sfruttando la scarsa conoscenza che di questi ha la popolazione.
“I numeri non sono così oggettivi come può sembrare. Sicuramente si possono usare e abusare nei confronti di coloro che non hanno una alfabetizzazione e per questo bisogna fare una divulgazione scientifica per evitare di diventare preda di coloro che ci mettono i numeri di fronte agli occhi. Ma i numeri sono necessari altrimenti si rischia di parlare soltanto. L’economia è stata spesso preda di economisti che erano in realtà dei filosofi”.
 
A chi si riferisce?
“Se uno prende la teoria della mano invisibile di Adam Smith, che poi non è altro che l’inizio del capitalismo occidentale, in realtà quella è una bella immagine perché ogni operatore economico può fare quello che vuole perché poi intanto tutti i comportamenti individuali si coalizzano in un comportamento collettivo in cui tutti si avvantaggiano. In sostanza, la mano invisibile guida il mercato, ma poi uno si accorge che le cose non stanno così. L’economia è anche ideologia, quando invece si fa economia matematica c’è minore possibilità di presentare i propri pregiudizi come fossero dei fatti”. 

C’è collegamento tra la crisi e la religione?
“Non vedo carenza di religione in Italia. Per esempio le manovre di Monti non hanno tolto un centesimo alla Chiesa e Monti non ci pensava nemmeno. E’ un governo di preti e banchieri, sono tutti baciapile…Non c’è un collegamento diretto tra la Chiesa, la religione e la crisi”.

Che idea si è fatto del fenomeno dei suicidi?
“Penso che ci siano degli effetti di profezia autoavverantesi, è una questione psicologica, si comincia a trasmettere questa ansia da insolvibilità. E’ possibile che si sia creato un clima psicologico negativo…Se poi ci aggiungiamo che Equitalia funziona un po’ alla maniera sua e assume un po’ questo atteggiamento semiterroristico…”

Che letture consiglia per uscire, almeno psicologicamente, dalla crisi?
“Più che guardare al futuro si potrebbe guardare al passato, magari leggersi qualche bel classico, come Port Royal di Sainte-Beuven ambientato in un convento…Port Royal era famoso per le piccole scuole, organizzate in maniera contrapposta a quella di oggi: niente gioco, solo silenzio, studio regolare e sforzo intellettuale”.  
Commenti

ronofri53

Mar, 10/07/2012 - 14:22

"Secondo me, se i mercati non sono contenti di quello che uno stato fa c’è da rallegrarsi e non da preoccuparsi"... sono d'accordo con Oddifreddi al 110%.

FRANCK56

Mar, 10/07/2012 - 14:27

Bravo prof. Odifreddi,che da matematico ci fa capire come con i numeri riescono a non farci capire nulla di questa crisi,che forse e' piu'semplice di quello che vogliono farci credere....

analistadistrada1950

Mar, 10/07/2012 - 14:34

Non ho letto: "Port Royal di Sainte-Beuven ambientato in un convento" e mi auspico di recuperarne una copia; in merito a situazioni di "quasi beatitudine societaria", penso a ciò che creò Adriano Olivetti ad Ivrea, oppure al "Villaggio Leumann" nei pressi di Torino, i relazione ai quali esperimenti sociali in ambito lavorativo ed alla vita correlata, ebbi la fortuna di leggere due tesi. Credo che villaggi o città sperimenatli dove ricostruire microsocietà, potrebbe servire non tanto allo sviluppo e crescita nazionali ma come modelli di riferimento sui quali potre adottare, in misura micro, quei correttivi utili alla realizzazione di prototipi macro; ciò al fine di fare qualcosa di concreto ed anche per distoglierci da questa voluta ipnosi di massa. Ma vi pare normale che sprovveduti come e più di me, all'angolo della strada, si preoccupino dello spread e non della mancanza di classe politica, di denaro, di lavoro?!

Massimo Bocci

Mar, 10/07/2012 - 15:26

Bella intervista,...a ingrande personaggio libero e liberale,...con un passaggio fondamentale alla domanda ......Dove si nota invece una crisi etica, spirituale e valoriale?....risponde... "La mancanza di etica appartiene a coloro che la crisi prima la creano e poi la sfruttano".....io aggiungo questo e' uno dei mezzucci dei ladri comunisti Catto per mistificare libertà e democrazia e verità anche se per i comunisti la verità e' un optional superfluo.

Guido69

Mar, 10/07/2012 - 15:49

Non c'è passo di questo articolo che non sia un'opinione. Il fatto che Odifreddi sia matematico cosa c'entra in questa selva di giudizi amatematici? La cruda verità di questa crisi è che siamo sommersi dai debiti che qualcuno vorrebbe non pagare. Il fatto che i numeri siano manipolabili non serviva Odifreddi per scoprirlo e nemmeno per ricordarcelo. L'economia è "scienza" umana, chiaro che le scienze umanistiche abbiano più natura psico filosofica che matematica. Per i introdurre questo concetto nella matematica applicata all'economia è stato introdotto il quantum irrazionale delle aspettative, umane, appunto.

ronofri53

Mar, 10/07/2012 - 16:00

#4 Massimo Bocci: si vede proprio come lei abbia capito tutto !

igiulp

Mar, 10/07/2012 - 16:02

# ronofri53 - Piccolo particolare. I quattrini che ti servono per pagare i debiti dello stato li prendi dai mercati. Al prezzo che tutti vediamo (Oltre 6x 100)

ronofri53

Mar, 10/07/2012 - 16:05

#2 FRANCK56: la soluzione è semplicissima: un doppio lucchetto alle sale borsa di tutto il mondo. Un bel giro di vite alla finanza. fin tanto chè non ci rendiamo conto che senza l'agricoltore si muore, senza l'industriale non si muore ma si vive male, senza i servizi si vive benino ma non bene, ma che senza LA FINANZA non cambia una virgola, allora ci sarà sempre qualche testa di ... che si arrichisce giocando e speculando sui debiti. vi rendete conto ? milton freedman, scuola di chicago: trickle down, privatizzare gli utili, socializzare le perdite. se hai un debito di un milione di euro allora è un problema personale fra creditore e debitore, ma chi te lo fa fare ? aumenta il debito fino a 100 milioni di euro così il problema non è più del debitore, ma sociale !!!

albertohis

Mar, 10/07/2012 - 16:14

Sagge considerazioni sulla manipolazione dei numeri e, soprattutto, sulla funzione delle crisi, da quasi quattro decenni utilizzate come generatrici di opportunità per immensi profitti da chi le controlla o ne comanda le contro-misure. I neo-liberisti hanno tratto profitto da queste situazioni e sono arrivati a favorire crisi per implementare riforme favorevoli a interessi strettamente privati. Ora siamo passati di grado interessando anche il livello militare. In Italia abbiamo il fortunatamente abortito esempio della Protezione Civile SpA e dell'attuale governo, entrambi esempi di gestione al di fuori delle regole democratiche giustificate da un'emergenza, vera o presunta che sia.

ronofri53

Mar, 10/07/2012 - 17:05

#7 igiulp: certo che oggi quello che dici è un GROSSO PARTICOLARE. ma solo perchè continuiamo a pensare in verticale. ma chi deve cosa a chi ? e perchè ? cosa ho ottenuto davvero in cambio ? ho acquistato beni e servizi che hanno contribuito al benessere sociale oppure ho solo scambiato della carta con altra carta ? e cosa sono i mercati ? se per mercati intendi quelli peculiarmente finanziari allora io non sto facendo nulla di socialmente utile. sto solo regalando soldi a qualcuno perchè in cambio non sto ricevendo niente. in pratica sti mercati sono usurai. sappiamo che mercato libero è una contraddizione in termini, non è mai esistito, non esiste e non esisterà mai. questa NON E' mai stata una crisi del lavoro ma solo ed esclusivamente del capitale. cioè di una oligarchia di ******i che non hanno mai fatto un ***** in vita loro. di gente di cui la società nemmeno si ricorderebbe se sparissero. Regan, Tatcher e Bush junior ...

ronofri53

Mar, 10/07/2012 - 17:03

#9 albertohis: verissimo, ma a livello mondiale esiste ancora quella tremenda vampiresca organizzazione chiamata FMI ! gentaglia che presta soldi a condizione che tu privatizzi anche l'aria per respirare. e che lo faccia a favore dei loro affiliati.

duxducis

Mar, 10/07/2012 - 17:45

Il problema non e' la finanza, che ha una sua utilita' intrinseca nell'allocare il capitale. Il problema sono i nostri gerarchi che seguendo ideologie assassine vogliono a tutti i costi far funzionare un giocattolo rotto e ci buttano dentro i risparmi di papa'. La Spagna e' in bancarotta perche' le banche hanno finanziato la bolla immobiliare e Monti da bravo imbecille va a regalargli i risparmi degli italiani, che invece sono stati oculati. Basta, se ne deve andare, come si permette di usare i nostri soldi in questo modo??? Se ha dei dubbi si consulti con la gente che ci capisce qualcosa, ma non e' possibile far prendere decisioni ad uno che dovrebbe essere gia' in pensione da diverso tempo.

duxducis

Mar, 10/07/2012 - 17:46

Per chi non l'avesse ancora capito, l'italia e' 6 mesi che va male, perche' stanno scappando i capitali, dato che questo governo fa venire i brividi a qualsiasi investitore. Altro che esperti. Sta m...chia!

Ritratto di marinogorsini

marinogorsini

Mar, 10/07/2012 - 18:36

mi paiono le stesse ragioni ke accampano i cittadini greci e pure la camusso.in definitiva aveva ragione berlusconi:cerkiamo di essere ottimisti poikè tutto passa.

antonio puri

Mar, 10/07/2012 - 20:10

Secondo il mio parere, la crisi che ha colpito l'Italia, dipende essenzialmente dal fatto che nel nostro paese tutti cercano di comandare, tutti dicono : fai così e così, bisognerebbe tagliare questo, bisognerebbe cambiare quest'altro e nessuno vuole più lavorare. Anche perchè tirare avanti una azienda in Italia è più rischioso che rubare. Tanto è vero che molti estracomunitari e non, vengono quì per delinquere e non per lavorare. Per lavorare vanno in Germania o in Francia. Allora bisogna rimboccarsi le maniche ed eliminare i moltissimi parassiti che infestano il nostro paese. A cominciare da quella moltitudine che razzola nella politica. Quella pletorica burocrazia e tutti gli imboscati in inutili uffici. Ma se coloro che dovrebbero prendere queste salutari decisioni fanno parte delle categorie sopra descritte, allora addio speranze.

PaoloFi

Mar, 10/07/2012 - 22:52

forse ricordo male io, ma questo odifreddi non è lo stesso mangiapreti comunista che fino a ieri scriveva su Repubblica?

Cosean

Mar, 10/07/2012 - 22:55

"SEI MESI FA E' SCOPPIATA LA CRISI" E' l'inizio dell'intervista! Ma per me non vale la pena continuare a leggere! "Sei mesi fa"

mastra.20

Mer, 11/07/2012 - 02:36

grande ,, molta verità in quello che dice ..