«Oggi la tecnica è più sicura per la donna»

da Milano

Francesco Fiorentino, biologo molecolare, è stato il primo a ideare la diagnosi pre-impianto e a far nascere bambini dopo una selezione embrionale. E proprio lui ammette che la tecnologia, in fatto di fecondazione assistita, ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni.
Professore, 28 anni fa la prima nata in provetta, che ora ha dato alla luce un bimbo con parto naturale. Cosa è cambiato da allora?
«La tecnica è la stessa ma sono migliorate le procedure. È più semplice coltivare un embrione e mantenerlo in coltura fino allo stadio di sviluppo di blastocisti. Prima invece si trasferivano gli embrioni alla cieca senza sapere se si sarebbero impiantati. Inoltre non si poteva sapere se l’embrione era di buona qualità dal punta di vista genetico, se cioè presentava anomalie cromosomiche».
Oggi i metodi sono più sicuri per la paziente?
«Ci sono meno rischi per la salute della donna, le stimolazioni sono meno forti. Inoltre esistono protocolli specifici in base all’età della paziente».
Oggi la fecondazione permette anche a gay e lesbiche di avere un bimbo. Secondo lei la provetta non è sfuggita al controllo di chi l’ha ideata?
«La provetta ha richiamato un business notevole e qualcuno ne ha abusato, ma la professionalità di chi l’applica ha evitato che ci fosse una deriva».
Una coppia italiana su cinque tenta la fecondazione assistita, la sterilità è un male della nostra società o c’è sempre stata?
«Le coppie infertili sono aumentate per l’azione dell’uomo nell’ambiente. Certo oggi le tecnologie sono pubblicizzate e più abbordabili da un punto di vista economico. Ormai le Asl forniscono gratuitamente il trattamento».
La legge italiana sulla fecondazione ha posto dei divieti come l’eterologa o l’impossibilità di fare selezione embrionale. Quanta gente aggira l’ostacolo andando all’estero?
«Sono migliaia le coppie che superano il confine. Ultimamente ho seguito almeno una trentina di coppie all’estero che hanno avuto bambini».