Ma ogni anno nelle nostre città spariscono quasi mille bambini

da Roma

La mano tesa di un bambino a un passante vale cento euro al giorno. Settecento euro la settimana. Duemilaottocento al mese netti, di media. Secondo i dati della polizia la rendita di un bambino potrebbe essere anche più alta. Per questo i più piccoli vengono utilizzati in prima linea per l’accattonaggio nelle strade.
Per questo vengono rapiti, scambiati, si dice anche venduti. Un bambino fa più tenerezza di un grande e la sua mano sporca vale quasi come tre stipendi da operaio. Di alcuni qualche parente denuncia la scomparsa, altri sono quei bambini senza un nome scritto, nati per chiedere l’elemosina e buttati sui marciapiedi.
«A differenza dei rom – scrive la polizia nell’ultimo rapporto sull’accattonaggio – i minori di etnia albanese e rumena vengono affidati dalle proprie famiglie ad organizzazioni criminali, per lo più di origine balcanica, che si occupano della loro collocazione in Italia». I piccoli rom, invece, sono sfruttati dalle famiglie, che li «scambiano» fra loro.
Il ragazzino fermato molte volte dalla polizia, il piccolo che diventa un problema e non più un fornitore di euro, viene «affidato» dalla famiglia ad una comunità di una città diversa, in cambio di un altro minore. Ecco lo «scambio»: «In tal modo, è facile perdere le tracce del bambino ed eludere gli interventi delle Istituzioni», precisa il rapporto sull'accattonaggio.
Secondo un calcolo del comitato Troviamoibambini due piccoli stranieri scompaiono ogni giorno in Italia. Sono stati 757 i minori non italiani spariti nel 2007, 257 nei primi tre mesi del 2008. Se si mantiene questa tendenza, secondo il comitato, i piccoli stranieri scomparsi entro la fine dell’anno potrebbero essere almeno mille.
In base alle cifre fornite proprio ieri dal Commissariato straordinario del governo per le persone scomparse, alla data dell’1 luglio si sono perse le tracce di 890 bambini. Gli italiani sono 218, gli stranieri 672. Numeri molto più alti dell’anno precedente. Dati che confermano il rischio che entro dicembre la media di piccoli stranieri scomparsi salga a tre al giorno, e quella di tutti, con gli italiani, a 4-5 ogni 24 ore.
Queste cifre vengono aggiornate in continuazione, perché accanto alla scheda di ogni piccolo capita ogni tanto che si inserisca la parola «trovato».
Il sito www.troviamoibambini.it pubblica le foto di tutti, di quei piccoli, almeno, di cui esiste un’immagine. Le facce dei bambini spariti: la prima è quella di un’italiana, Angela Celentano, «scomparsa il 10 agosto 1996 all’età di tre anni da Vico Equense (Napoli)». La terza è la foto di una bimba con un anellino d’oro al lobo dell’orecchio sinistro. È alta 98 centimetri. Si chiama Denise Pipitone: «Scomparsa il primo settembre 2004 alle ore 12.00 circa di fronte la propria abitazione via Domenico La Bruna, 6 – Mazara del Vallo (Tp)».
Sono i casi più noti, ma ci sono poi infinite storie dimenticate, come quella di Mohamed Moallin Dahir, somalo, scomparso a 5 anni, a Spoltore, o Kharim Dhari, di 3 anni, di cui non viene indicata la nazionalità, sparito da Reggio Emilia quando aveva appena compiuto dieci mesi, probabilmente «rapito da un membro della famiglia». Alcune schede, come questa, sono estratte direttamente dal sito della polizia di Stato. Le foto fanno il giro delle banche dati mondiali come missing children.
Degli oltre 800 bambini spariti, 430 si sono allontanati da comunità in cui si trovavano, secondo il rapporto del commissariato speciale del Viminale. Centocinquantanove sono indicati come «casi di allontanamento volontario». In altri 63 casi la causa di scomparsa è invece «sconosciuta». Fascicoli aperti, bambini scomparsi senza un motivo. Magari rapiti da pedofili, o utilizzati come merce di scambio. Entrambe le ipotesi fanno orrore. Piccoli scomparsi per il piacere, o il guadagno, la pancia piena, dei grandi.