"Ogni voto oltre al mio sarà un vero successo"

Emanuele Filiberto di Savoia, candidato dell’Udc alle Europee: &quot;Velino io? Ballo e parlo cinque lingue, cos’ho in meno degli altri?&quot;. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank"><strong><em>Di Pietro, Dario risponderà a Follini?</em> Dì la tua
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Roma - «Mamma mia, questo navigatore satellitare! Meno male che c’è, ma non si capisce niente... Dove siamo? Spero ancora in Italia...». Partenza in auto da Torino, tappa a Milano. Destinazione finale Strasburgo. Metti una mattina al telefono con Emanuele Filiberto, principe di Savoia, re di Ballando con le stelle e boiardo alla corte di sua maestà Pier Ferdy Casini. Candidato per l’Udc alle Europee - tra un casché e un grand jeté -, il rampollo è in ascesa di popolarità e in piena campagna elettorale.

«Dal profondo del cuore ringrazio tutti gli italiani che mi hanno votato. Questo successo lo dedico a loro». È il discorso finale di “Ballando con le stelle” o quello di insediamento all’Europarlamento?
«Mi sto toccando».

No, che diventa cieco, con quei begli occhi azzurri!
«Mica mi voteranno perché sono biondo e con gli occhi blu...».

La voteranno per il cognome?
«È un nome pesante, con mille anni di storia, ma a dir la verità mi ha creato più che altro problemi».

Allora per la notorietà televisiva...
«Mah, quella di sicuro è importante. Mi ha fatto conoscere alla gente, ho dimostrato che non sono solo una figurina o un animale da salotto, da “Porta a porta”».

Lei in finale a “Ballando” ha preso il 75% dei televoti. Roba da Bulgaria. Servirà a raccogliere voti veri?
«Di sicuro la gente ora mi ferma per chiedere che dedichi alla politica lo stesso impegno e la stessa tenacità che ho messo nel ballo. Voglio fare qualcosa per l’Italia».

Per lei non è la prima volta. Con “Valori e futuro” si presentò alle Politiche nella circoscrizione estero. Prese lo 0,4%, meno dei “Consumatori civici”...
«Si comincia così, no? E poi avevo fatto campagna elettorale in giro per l’Europa, dove mi conoscevano poco».

Stavolta farà meglio?
«Non ho certezze di essere eletto, ma con le preferenze si voterà Emanuele Filiberto, la persona. Guardi, per me ogni voto in più rispetto al mio sarà un successo».

Non faccia il modesto. Nel 2008 diceva che “Valori e futuro” in 15 anni sarebbe diventato un partito importante...
«Lo dicevo? Sì? Beh, a dire il vero oggi quel partito non esiste più. Però esiste come fondazione! Comunque oggi sono in un partito serio e moderato, che rappresenta i miei valori di sempre: patria, famiglia, cristianità. E che difende l’identità italiana, il turismo e le piccole imprese».

Obiezione. Si è sempre battuto per le novità e si schiera con gli eredi della Dc?
«Però Casini è uno dei leader più giovani in circolazione. E poi sa coniugare valori antichi nella società moderna».

Obiezione-bis: dopo le Politiche lei dichiarò: «Sono sempre stato vicino al centrodestra e sono contentissimo del successo del Pdl». Perché non con loro? Ballano male?
«Macché, Berlusconi sarebbe un ottimo ballerino di tip tap. Scherzi a parte, gli sono amico, lo rispetto e apprezzo gli interventi a Napoli e all’Aquila; ma non mi piacciono il federalismo di facciata e la sua posizione sul referendum. E poi mia moglie...».

Che fa Clotilde, boicotta?
«Mannò! Era preoccupata che mi sbilanciassi. Lei è liberale, molto centrista».

Democristiana, madame. Restiamo in famiglia. Lei avrebbe cosparso le città con manifesti elettorali con i suoi figli come ha fatto Casini?
«No, non ho mai mostrato i miei bambini in pubblico. Però sono decisioni personali. E quelle foto sono bellissime, vero?».

Ma avrebbe potuto posare con suo padre Vittorio Emanuele...
«Papà non fa politica. Mi sostiene».

Com’è la campagna elettorale di una testa coronata?
«Uguale a quella degli altri. Incontro la gente, mi chiedono autografi, li ascolto. Proprio ora (ieri, ndr) sto andando al mercato di Milano, poi vado a Genova a una funzione con l’arcivescovo... Bertone, no?... No, comunque per commemorare il cardinal Siri. Scusi: arrivo da Torino dalla A4, seguo Settimo Milanese e Novara?».

No, Novara è alle sue spalle... Prenda la tangenziale ovest. Dicevamo: punterà sul suo “personaggio mediatico”?
«Perché no? Aiuta, ma poi devi dimostrare chi sei. Come la Carfagna: non guasta se una politica brava è anche bella».

Si sente un candidato-velino?
«Assolutamente no. Ho idee, parlo 5 lingue e conosco tutti i capi di Stato. Non sono un politico, ma sono un figlio dell’Europa con un cuore italiano. Cos’ho di meno rispetto agli altri candidati?».

L’esperienza?
«Si costruisce passo passo. Non è con anni di comizi che si è più vicini al popolo. Certo, nemmeno ballando in tv, ma una cosa la prometto...».

Cosa?
«La mia famiglia è a Parigi, vicina a Strasburgo: non scapperò al giovedì come chi mi ha preceduto. I dati di questi giorni sull’assenteismo sono imbarazzanti. È una vergogna che certa gente si ripresenti!».

Guardi che Rivera, zero interventi in cinque anni, è in lista con il suo partito...
«Beh... sì... ma io parlo per me, non ho il potere di modificare le liste. Aspetti: sono sulla tangenziale sud, dove vado?».

La tangenziale sud a Milano non c’è: segua per Genova. Ma tutta questa fame di popolo è un modo per esorcizzare le sue origini nobili?
«No, è un modo per recuperare 31 anni lontano dal mio Paese».

Prenderà più voti dai nostalgici della corona o dai tifosi del valzer?
«Gli estimatori di casa Savoia mi seguono da sempre, chi mi ha conosciuto in tv sa quanto valgo... Però su ’sta strada non c’è nessuno, sarà giusta?...».

Nessuno in tangenziale? Dubito... Principe, lei si presenta nel Nord Ovest, dove c’è una Fiat che conquista il mondo e una Juventus che rischia di perdere l’Europa. Imiti la prima, eh!
«Sono molto fiero della Fiat, chi l’avrebbe pensato?... Milano centro! Ci siamo! Sono un grande co-pilota, ma meno male che mi ha aiutato lei. Anzi, mi voti, eh! E forza Juve!».