Ognuno è libero di dire la sua

Egregio dottor Lussana, mi riferisco agli scritti dei signori Glauco Berrettoni, Mario Polastro, Angelo Onorato Freda e Mario Lauro pubblicati da «Il Giornale» domenica 12 marzo c.a, per osservare che mi sono parsi contenere in prevalenza attacchi contro il Movimento indipendentista ligure, invece che tesi, attacchi che a mio parere non si giustificano sul piano di un dibattito culturale e che mi sono addirittura sembrati al limite della tolleranza. Non si possono infatti mettere in campo insinuazioni striscianti come quella pertinente il rischio «... di arrivare a minare il senso dell’appartenenza italiana che, ormai, sta finalmente faticosamente affermandosi» a causa del Mil, né inviti al Movimento perché la pianti, si svegli, non cada in preda di miti e non inventi storie. Ciascuno è libero, liberissimo d’assumere le posizioni che vuole, ma per diffonderle esse vanno argomentate spassionatamente. È pertanto legittimo non condividere le convinzioni del Mil, respingerle e contestarle, ma dialetticamente e senza apostrofi. Rammentando soprattutto che altrettanto legittimo è il diritto del Movimento di rivendicare l’autonomia dei Liguri, il loro principio di stirpe, di nazione e di Stato: in altri termini della civiltà ligure. È qui la regola che deve presiedere una disputa corretta perché non esistono verità assiomatiche. Almeno fuori della matematica!
Dottor Lussana, a questo punto mi permetta di riprendere e di ribadire la proposta di Vincenzo Matteucci relativa alla promozione di un dibattito televisivo tra sostenitori e contrari dell’identità ligure nel corso del quale ciascuna posizione venga serenamente e civilmente illustrata.