Olanda, Silvio testimonial per un corso di Yoga Non solo la Ryanair sfrutta la sua immagine...

Dopo la campagna pubblicitaria di Ryanair che vedeva protagonista inconsapevole il Cavaliere, ora una palestra di yoga olandese ruba la sua immagine per una campagna pubblicitaria. Lo slogan? "Yoga per anime preoccupate"

Amsterdam - Geert Wilders, politico olandese con tendenze anti-islamiche, Ahmadinejad, presidente dell'Iran, Silvio Berlusconi e il segretario cinese Hu Jintao. Sono gli involontari testimonial della campagna pubblicitaria di Lotte, scuola di yoga olandese che ha affidato la sua promozione a una provocazione bella e buona. "Ogni uomo ha bisogno dello yoga", pontificano i proprietari della palestra. "E noi abbiamo invitato chi ne ha più bisogno ad una lezione prova per soli 5 euro". Chi sono gli invitati? Proprio i nomi di cui sopra, a cui i creativi responsabili della campagna hanno inviato una lettera a testa, con l'ironico invito.

L'invito personale Il contenuto delle lettere? Personalizzato per ognuno degli invitati. "Caro presidente, innanzittutto bella barba! Qual'è il suo segreto? Le scriviamo perché abbiamo appreso che lei non crede all'esistenza dei gay. Ci sono davvero molti gay che fanno yoga, quindi perché non passare da noi per una lezione prova?", scrive la Lotte Yoga School al presidente iraniano, invitando invece il Cav a frequentare le lezioni perché "lo yoga aiuta con la postura e nell'aspetto, due aspetti fondamentali per una persona che, lavorando in politica, deve contare molto sull'immagine". Il tutto corredato da un fotomontaggio del premier, che lo mostra con un colpo assa più giovane e scultoreo.

I precedenti E non è la prima volta che il nostro presidente del Consiglio finisce inconsapevolmente testimonial di una campagna pubblicitaria. Prima della palestra di yoga olandese, a mettere Silvio sui propri manifesti ci aveva pensato la Ryanair. La compagnia irlandese, giocando sulle vicende che avevano visto coinvolto il premier, aveva sovrapposto ad un'immagine che lo ritraeva durante una seduta della Camera una vignetta di cattivo gusto che recitava "...solo una cosa mi tirerebbe su in questo momento! Una scappatella con Ryanair". Episodio per altro non isolato, data la tendenza della compagnia low cost a prendere in prestito volti noti della politica internazionale, manipolandoli per realizzare campagne d'impatto basate sulla provocazione. La stessa compagnia aveva poi rincarato la dose con un secondo poster, che recitava "Ho 560 milioni di buoni motivi per scappare..."