Olbia si ribella alla tassa sul lusso

Daniele Casale

da Nuoro

«Norme lesive degli interessi e dell'immagine dell'amministrazione comunale di Olbia, la cui economia è incentrata sullo sviluppo turistico». La giunta di Olbia farà ricorso contro la sempre più odiata (dai sindaci costieri della Sardegna) tassa sul lusso (plusvalenze, seconde case, jet privati e yacht).
La decisione è arrivata ieri, al termine della riunione dell'esecutivo comunale. Nel documento si propone di «intraprendere ogni iniziativa necessaria o utile in sede amministrativa e penale, davanti alle competenti autorità nazionali e comunitarie» per contrastare l'applicazione degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale numero 4 dell'11 maggio scorso. Un provvedimento, quello del Comune di Olbia, che era nell'aria da tempo ma che ieri è stato messo nero su bianco. E presto, anche i primi cittadini di Castelsardo, Santa Teresa, Stintino inizieranno l'analoga battaglia delle carte bollate per cancellare la gabella dalle banchine degli scali. La tassa voluta dal presidente della giunta regionale Renato Soru continua quindi a far discutere, anche a sinistra e la questione è arrivata perfino ai piani alti del Governo. Due giorni fa il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, non ha nascosto di non gradire la «creazione» del presidente sardo: «Non è una buona idea, e l'ho detto sin dal primo momento al governatore». Ma ieri Soru ha ribadito che non si torna indietro, anche se non ha escluso ritocchi. Ha però bollato come «fandonie» le notizie secondo cui la barca di Bill Gates, fondatore di Microsoft, avrebbe girato al largo dalle coste sarde. Il caso Sardegna, che sta finendo su tutte le pagine della stampa nazionale ma non solo, verrà affrontato non appena il Governo di Roma dovrà esprimere un parere sulla legge regionale.