«Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo»

Sono 3-400 i fondamentalisti islamici tenuti sotto controllo in Italia

Gian Marco Chiocci

da Roma

Il rosso e il nero. Non ci sono riferimenti a Stendhal nel rapporto del Sisde sulla galassia estremista, di destra e di sinistra, che strizza l’occhio alla resistenza irachena. Il rosso e il nero sono la sintesi dei pericolosi rapporti tra gli antagonisti italiani e i referenti dei combattenti-partigiani antiamericani. Nel «punto di situazione» degli 007 l’insolito asse si salda definitivamente dopo il «no» al visto d’ingresso in Italia a personaggi dell’opposizione irachena invitati dal Campo antimperialista di Moreno Pasquinelli (arrestato e poi scarcerato nell’inchiesta sul movimento turco di estrema sinistra Dhkp-c) alla conferenza internazionale a sostegno della resistenza in Irak organizzata a Chianciano a ottobre.
Il dossier si rifà alle linee guida dell’organizzazione marxista-leninista Direzione 17 per rilanciare la mobilitazione contro la guerra e ampliare l’area del sostegno alla «battaglia legittima del popolo iracheno contro l’occupazione coloniale americana» favorendo l’unione delle forze «impegnate a fermare l’assalto dell’imperialismo». Nell’antefatto, si ricordano i contatti dal gruppo di Assisi guidato da Pasquinelli con esponenti della resistenza irachena, come Abd Al Jabbar Al Kubaisi, leader dell’Iraqi National Alliance («asseritamene rapito dagli americani - scrive il Sisde - il 4 settembre 2004 in Irak»), Awni Al Kalemji (portavoce dell’Ina) o il collega Jawad Sammi Alaà (esponente dell’Alleanza Patriottica Irachena, portavoce della Resistenza Popolare, passato dalla Siria in Ungheria poi in Danimarca dove vive come rifugiato politico). Quest’ultimo risulterebbe attivo in conferenze e dibattiti antioccidentali, si sarebbe fatto notare nella manifestazione anti-Usa del 19 marzo a Roma, sarebbe uno dei referenti dei no-global «per una più incisiva mobilitazione nella campagna per il ritiro delle truppe dall’Irak». Quanto ad Al Kubaisi e ad Al Kalemji, sarebbero in contatto con Pasquinelli e Leonardo Mazzei, presidente del Comitato Nazionale Iraq Libero, «cugino del Br irriducibile Michele Mazzei, e in contatto con Antonella Cardini, moglie di Flavio Lori, militante delle Br-Pcc scarcerato nel novembre 2003».
Nello screening della galassia antagonista più sensibile al richiamo della militanza irachena, il Sisde fa un lungo elenco di sigle e di nomi. Tra le formazioni marxiste-leniniste del Nord Est, i Comitati Proletari per il comunismo-Cpc sorti per iniziativa di alcuni ex-Carc (formazione inizialmente sfiorata dalle indagini sull’omicidio D’Antona) e vicini ai centri sociali veneti e pugliesi. Quindi Soccorso Rosso del professore padovano Fausto Schiavetto (ex dell’area dell’Autonomia) e la formazione cugina Comitato Antifascista Antimperialista Malga Zonta. Fra Palermo e Taranto, fra gli attivisti «rossi» filoiracheni figurano i Proletari comunisti, una costola della cellula leninista-maoista Rossoperaio guidata da Ernesto Palatrasio, esponente storico dell’antagonismo pugliese. La menzione speciale del Sisde nel settore dell’antimilitarismo militante, va al collettivo leccese Iqbal Masil di impostazione no global-disobbediente (creato sulle ceneri del collettivo universitario Ya Basta), al Cpc di Foggia e agli ambienti indipendentisti sassaresi e nuoresi della Sardigna Nazione-Indipendentzia.
Definitivo collante fra rossi e neri sul fronte anti-Usa e antimperialista sarebbe stata la rabbia per i visti negati per la conferenza di Cianciano. «Un plauso concreto all’iniziativa del Campo di Moreno Pasquinelli - osserva il Sisde - arriva da alcuni messaggi della Comunità Politica di Avanguardia, formazione d’estrema destra di estrazione neonazista e filoislamica» fondata nell’83 a Trapani da Leonardo Fonte «che cura anche la pubblicazione dell’omonima rivista». Negli scritti del gruppo Mpa «oltre a esprimere solidarietà agli iracheni e alle vittime del terrorismo wahabita sionista-americano - si legge - si inneggia alla liberazione del mondo dall’imperialismo». Ecco spiegato l’impegno del gruppo Direzione 17 di Pasquinelli «nel realizzare un composito fronte di lotta che riunisca tutte le forze disposte a combattere e sconfiggere gli Usa». Fra le tante anime da coltivare, «il gruppo umbro ha instaurato rapporti di collaborazione anche con formazioni della destra radicale, in particolare con quei gruppi che evidenziano un’impostazione spiccatamente antiamericana e pro-Islam».
Fra i contatti monitorati, quelli con la Cpa in cui «gravitano alcuni estremisti convertiti all’Islam, fortemente connotati in senso anti-sionista e anti-statunitense e contigui ad ambienti sciiti filo iraniani stranieri e italiani». Un riferimento va al Movimento dei Musulmani Europei Murabitun del convertito, ex ordinovista, Pietro Benvenuto. Altri riferimenti ai contatti «neri» del Campo «rosso» di Pasquinelli? Quelli con il gruppo dei Comunitaristi di Maurizio Neri sotto la nuova sigla Socialismo e Liberazione. O quelli con gli animatori della storica rivista milanese Orion «da sempre fautori di un superamento delle barriere ideologiche tra schieramenti di diversa matrice in funzione anti-Usa». O quelli con singoli attivisti. Due nomi fra tanti: Claudio Mutti, figura storica dell’estrema destra italiana, convertitosi all’Islam e ritenuto «un elemento di spicco del movimento islamico occidentale Murabitum», e Miguel Guillermo Martinez Ball, definito «ex miliziano addestratore di gruppi paramilitari sudamericani» sostenitore della compagine filo-palestinese Al Awda Italia.